Victoria e Abdul, la sinossi

Victoria e Abdul, le nostre impressioni
Il film di Frears ha sicuramente delle motivazioni importanti alle spalle (come accenno anche sotto nelle curiosità dalla conferenza stampa), ossia il rifiuto da parte della società occidentale del diverso, specialmente se viene da un Paese considerato “inferiore” e soprattutto se di religione musulmana. 
La storia quindi, grazie a questo lavoro, scorre bene, con pochi momenti di appannamento, che comunque ci sono sempre nei film di Frears, il tutto sorretto da una Judi Dench in ottima forma che riesce a dare profondità al suo personaggio, conferendole molta umanità, che di solito è il tratto che chiunque abbia fatto un film o una serie tv sui monarchi, vuole dare alle figure rappresentate. Qui riesce bene.
Quello che riesce meno bene è sicuramente la parte “emozionale”: il film ci prova, ma non riesce a suscitare più che una blanda empatia coi personaggi che, purtroppo, rimangono un po’ freddi e distaccati, nonostante i tentativi di Ali Fazal che però non possono fare molto.
Victoria e Abdul
Valutazione globale - 6
6
Scorrevole ma non emoziona
Victoria e Abdul, curiosità dalla conferenza stampa
Judi Dench, in questa conferenza stampa di Victoria e Abdul, pur rimanendo molto inglese e molto gelida (M di Bond non è un ruolo, è lei) rimane la mattatrice dell’evento, mantenendo un po’ questo ruolo da Regina, mentre Ali Fazal sembra proprio il simpatico Abdul uscito dalla pellicola. 
Look e comportamenti a parte, la conferenza non è stata ricchissima di domande ficcanti e si è parlato principalmente della veridicità della storia (“tutto vero… più o meno” dice Frears), delle difficoltà ad entrare negli abiti di scena e recitarvi (soprattutto per la Dench) e di qualche altra facezia.
Argomento di maggiore interesse è stato il motivo “politico” alla base di questo film e qui entra in gioco il “convitato di pietra” di questa Mostra del Cinema, ovvero Trump (parole di Frears: “mi sono chiesto, quale sarebbe il film che dà più fastidio a Trump in questo momento? Questo”). L’importanza, per regista e cast di inserire in questo momento una storia di razzismo e accettazione di figure di “immigrati”, specialmente musulmani, è stata vitale per la realizzazione della pellicola.
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