La ragazza dei tulipani è uscito nelle sale italiane il 10 settembre. Opera del regista inglese Justin Chadwick, ha come protagonisti Alicia Vikander, Judi Dench, Dane DeHaan e Christoph Waltz.
La ragazza dei tulipani: sinossi

La ragazza dei tulipani: le nostre impressioni
La ragazza dei tulipani, rientra perfettamente nel genere sentimentale. Ogni sviluppo della storia ha la sua ragion d’essere in uno struggimento, in un’angoscia, in un amore o semplicemente in un impeto dei protagonisti. Vari personaggi si muovono e si rincorrono tra loro, all’insegna della tematica amorosa o passionale declinata sull’espediente filiale. L’impostazione di Chadwick è abbastanza scontata: la mancanza di passione e di genuinità impedisce alla mal assortita coppia Sophia/Cornelis di avere una discendenza, là dove il furore del vero amore permette un destino opposto alla cameriera Maria ed al suo fidanzato. Del tutto naturale, a quel punto, che la malcapitata Sophia cerchi altrove la vera passione.

Per essere un film in costume che mira ad un certo grado di verosimiglianza storica, La ragazza dei tulipani affronta il genere sentimentale ed il periodo storico nel quale la vicenda ha luogo anche con una certa levità. I sentimenti inscenati non sfociano nella gravità più cupa, e Chadwick si mostra abile nel gestire momenti narrativi forti con pause all’insegna di un umorismo non banale. Il merito è certamente anche di una sceneggiatura, quella di Tom Stoppard, che ha il pregio di far riflettere senza tediare, di coinvolgere senza appesantire la narrazione. Una narrazione che in effetti correrebbe facilmente il rischio dello stallo, concentrandosi su pochi personaggi ed altrettanti luoghi. La disinvoltura con la quale il film alterna un timbro drammatico con uno più consono alla commedia è certamente tra i pregi migliori del film, che mantiene un ritmo elevato per quasi tutta la sua durata.
Non tutto però convince ne La ragazza dei tulipani, e ciò va ricondotto proprio alla medesima sceneggiatura, che rivela pecche di non poco conto. Innanzitutto riguardo alcuni snodi essenziali della vicenda, quando ad esempio lo spettatore dovrebbe riuscire nell’impresa – più che improba – di credere che un marito non si accorga assolutamente di una gravidanza posticcia, inscenata dalla donna con la quale vive a stretto contatto. O ad esempio riguardo il personaggio interpretato da Judi Dench, una suora ottuagenaria che, trascorsi ben otto anni, continua a conservare esattamente lo stesso identico aspetto dell’inizio.

Più che sufficiente, a nostro avviso, sia la fotografia che la scenografia, che alternano il grigiore della capitale olandese con il caldo colore dei tulipani, magistralmente potenziato in chiave espressiva. Chawick non sperimenta con grossi espedienti di montaggio, né con inquadrature particolarmente ardite, ma restituisce senza alcuna sbavatura un’impostazione scenica gradevole.
La ragazza dei tulipani
valutazione globale - 6.5
6.5
Imperfetto eppure gradevole
La ragazza dei tulipani: giudizio in sintesi

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