Soldado, nuovo film di Stefano Sollima, è in sala dal 18 ottobre. Sequel di Sicario, diretto nel 2015 da Denis Villeneuve, l’opera del regista romano ripropone come protagonisti Benicio del Toro e Josh Brolin, ai quali si aggiungono Catherine Keener e Matthew Modine
Soldado: La trama

Soldado: le nostre impressioni
L’approdo di Stefano Sollima ad Hollywood può considerarsi sufficiente. Soldado, pur partendo dal non certo invidiabile status di sequel, ha quantomeno il merito di non tediare lo spettatore con un’opera che ricalca stancamente le vicende dell’opera prima, quella di Villeneuve. Parte dei meriti va assegnata allo sceneggiatore, Taylor Sheridan, che nello stesso ruolo aveva figurato nel film di Villeneuve ed in un altro film decisamente riuscito, I segreti di Wind River.

Purtroppo, Soldado sconta qualche piccolo handicap. In primo luogo, quello, quasi inevitabile, di intessere una storia con protagonisti già spogliati del fascino dell’ambiguità. O, sarebbe meglio dire, già disvelati nell’opera di Villeneuve. Se in Sicario parte del fascino della pellicola stava proprio nell’aria indecifrabile dei due protagonisti, adesso lo spettatore sa già parecchio dei metodi dell’accoppiata Graver/Gillick, e la sua attenzione non può che sbilanciarsi quasi esclusivamente sul ritmo e sulla narrazione. La vicenda, va riconosciuto, è serrata ed avvincente, almeno per gli amanti dell’action movie. Tuttavia, tende a riproporre alcune scene già viste e sviluppate nel prequel, con tanto di operazioni militari in mezzo al traffico urbano e sequenze notturne nel mezzo del deserto.
Sollima, però, mette anche del suo ed attinge dalla propria personale poetica, inserendo all’interno di Soldado anche la consueta riflessione sul percorso di reclutamento giovanile da parte delle organizzazioni criminali, elementi che avevano già fatto la fortuna di Gomorra. In un continuo gioco di alleanze mutevoli e patti instabili, Benicio del Toro e Josh Brolin si confermano un’accoppiata di ferro, sempre sul pezzo ed incredibilmente verosimili. I loro personaggi costituiscono i veri punti fermi del film, in qualità di “eroi sporchi” con moltissime macchie ma nessuna paura. Impalpabili, invece, le interpretazioni di Matthew Modine e Catherine Keener, quasi invisibili comprimari.
Quanto alla resa cinematografica, Soldado è un film che beneficia dell’ampio budget a disposizione. Tutto contribuisce a tener viva l’attenzione dello spettatore, avvolto da una messinscena accattivante: numerosissime le riprese aeree, campi da lunghissimi a totali, per un’azione che viene ripresa in tutta la sua magniloquenza. Alle riprese ampie si alterna una macchina da presa che talvolta catapulta lo spettatore dentro la vicenda, a pochi centimetri dai volti dei protagonisti o in mezzo a sparatorie infernali. Spiace sottolineare, in qualche scena, qualche piccolissima incongruenza. E lascia un po’ increduli, e magari altamente dubbiosi, l’incredibile sviluppo del finale.
Sufficiente ma non esaltanteSoldado
Valutazione globale - 6
6
Soldado: giudizio in sintesi
L’esordio hollywoodiano di Sollima raggiunge certamente la sufficienza. Complice una sceneggiatura solida, firmata da Taylor Sheridan, Soldado è un film che parla essenzialmente di confini: sia fisici e geografici (con tutta la ragnatela di affari illeciti tra Messico e Stati Uniti), che morali e psicologici. Sono questi ultimi a vacillare, se non a mancare del tutto: non esistono buoni e cattivi, nessuno può fidarsi di nessuno, le alleanze sono instabili variabili ed i personaggi sempre sull’orlo tra legalità ed illegalità. I difetti di Soldado sono un po’ vizi di forma, presentando personaggi dal temperamento e dalla psicologia già sviscerati in Sicario;
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