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Fire Squad – Incubo di fuoco: la recensione del film con Josh Brolin e Jeff Bridges

 

Fire Squad – Incubo di fuoco è un film del 2017 diretto da Joseph Kosinski, attualmente al cinema.

Fire Squad – Incubo di fuoco: sinossi

fire squadPrescott (Arizona), 2013. Eric Marsh (Josh Brolin) è a capo di un’affiatata squadra di pompieri di secondo livello attiva negli incendi boschivi, ed è convinto che ai suoi uomini spetti il grado di Hotshots, ossia di vigili del fuoco federali. Occorrerà guadagnarsi sul campo l’ambita e gratificante certificazione, e ciascuno dei membri del team, anche l’ultimo arrivato Brandon, un ragazzo segnato da violenza e tossicodipendenza (un commovente Miles Teller), darà il massimo per l’obiettivo.

Fire Squad – Incubo di fuoco: le nostre impressioni

Ha così inizio la vera epopea dei leggendari Granite Mountain Hotshots, il primo nucleo di pompieri non federali attivi in prima linea, vicenda presa da una storia vera dal sapore bellico, dove il fronte, contro un nemico crudele e imprevedibile, è molto prossimo ai propri affetti.

fire squadTratto da un’articolo di Sean Flynn apparso su GQ nel 2013 e dedicato ai Granite Mountain, Fire Squad è un riuscito e romanzato biopic dotato di spunti degni di una tragedia greca. L’elemento di classicità emerge infatti nel presentare le vite di questi giovani e aitanti (si indugia molto nell’esaltare la proverbiale fisicità statuaria dei pompieri, come fossero gli Spartani di 300 di Zack Snyder) legate a doppio filo con le insidie del fuoco, ossia il distruttivo e imprevedibile elemento prometeico, una forza sovrannaturale che prima o poi esige un tributo da chi la ostacola. Inoltre lo stesso titolo originale (Only the Brave) è preso dal mondo antico, in quanto cita una celebre frase attribuita allo storico Dionigi di Alicarnasso (“Solo i coraggiosi meritano morti nobili e onorevoli”).

Il fuoco quindi è l’antagonista a tutte gli effetti, rappresentato a tratti come un’entità divina i cui piani sono imperscrutabili con certezza e l’unica cosa da fare per opporvisi è fare il proprio mestiere con furore. È molto accentuata infatti la descrizione della corretta prassi del contrasto agli incendi boschivi, in modo da coinvolgere lo spettatore nell’amore e nella passione che hanno i personaggi per il proprio salvifico lavoro. Inoltre la resa della scene degli incendi in campo lungo (con qualità garantita dalle cineprese IMAX) è davvero formidabile, e sottolinea ancora di più come figura militare il dolente fire squadprotagonista di Josh Brolin, impegnato a salvaguardare la vita dei suoi uomini e delle foreste oltre che a convivere con una moglie, buona prova di Jennifer Connolly, esausta del fatto di dover dividere costantemente il proprio uomo con il fuoco. Una parentesi a parte la merita il toccante e necessario ruolo di Miles Teller, qui uno sbandato che troverà nel corpo dei Granite Mountain un’occasione di riscatto e rivalsa sociale.

Joseph Kosinski dirige professionalmente un nutrito gruppo di star, (oltre a quelli già citati troviamo Jeff Bridges, Taylor Kitsch, Andy McDowell e James Badge Dale) sebbene non tutti trovino un adeguato minutaggio nei pur abbondanti 133 minuti, lasciandosi alle spalle gli scenari asettici di TRON: Legacy e Oblivion.

Fire Squad - Incubo di fuoco

valutazione globale - 7

7

Un biopic spettacolare e commovente

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Fire Squad – Incubo di fuoco: giudizio in sintesi

fire squadFire Squad è un dramma dedicato agli eroi moderni, persone votate al sacrificio estremo in difesa della propria comunità e pienamente abnegate ad un mestiere pericoloso ma inebriante. Kosinski porta a casa un’opera sentita e convincente, di celebrazione dei difensori del suolo americano quasi fossero i baluardi di una moderna polis occidentale. Il cast è convincente e ciascun interprete dà idea di sentire il dovere di onorare al meglio il proprio personaggio, con il duo Brolin e Teller a reggere brillantemente i due ruoli principali.

Tuttavia, nonostante i deludenti risultati al botteghino (la pellicola arriva ora in Italia dopo essere stata inizialmente globalmente distribuita a ottobre 2017), si può parlare di un film pienamente riuscito, che parla di sacrificio, senso del dovere e amor proprio.

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About Giulio Mantia

Sono un immoderato consumatore di film improvvisatosi recensore amatoriale. Cerco di scrivere di cinema nei limiti delle mie conoscenze ed evitando di farla fuori dal vaso. Accetto volentieri critiche, osservazioni e confutazioni. Il mio film preferito è senza dubbio Dal Tramonto all'Alba di Rodriguez/Tarantino, un'allegra miscela di delirio e badassment che riesce sempre a rallegrarmi.

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