Un anno dopo il successo di The Disaster Artist, James Franco torna al Torino Film Festival con Pretenders , vero omaggio cinefilo al cinema e a quell’incredibile stagione cinematografica che fu la Nouvelle Vague.
Pretenders: sinossi

Pretenders: le nostre impressioni

Queste le premesse per l’intrecciarsi di un triangolo amoroso che, fin da subito, rievoca esplicitamente l’intreccio di Jules e Jilm di François Truffaut. Tuttavia l’amore per la settima arte e il desiderio di omaggiarne i grandi autori, da Godard, Truffaut fino a Bertolucci non riesce a dare vita a una storia narrativamente incisiva, facendo del citazionismo cinematografico un ornamento estetico spesso fine a se stesso. Il formalismo della massinscena, la fotografia che rievoca un cinema d’altri tempi, la narrazione spesso ellittica e frammentaria hanno ben poco del fascino immersivo e perturbante del cinema a cui il regista si rivolge per tutto l’arco della storia.
La settima arte, solo apparentemente cuore pulsante del film, lascia ben presto il posto alle ingarbugliate vicende personali dei tre protagonisti. Ciò che ne risulta è una narrazione che poco rivela della natura dell’arte di cui si fa portavoce e che, al di là di qualche inquadratura, altrettanto poco indaga quel costante oscillare tra verità e finzione che del cinema rappresenta il fascino e il mistero. Ciò che manca in Pretenders è la sincerità dello sguardo di chi, pur amando il cinema, non riesce qui a catturarne la vitalità.
Un omaggio al cinema che offre poco oltre il citazionismoPretenders
Valutazione globale - 6
6
Pretenders: un giudizio in sintesi

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