Un anno dopo il successo di The Disaster Artist, James Franco torna al Torino Film Festival con Pretenders , vero omaggio cinefilo al cinema e a quell’incredibile stagione cinematografica che fu la Nouvelle Vague.
Pretenders: sinossi
Nella New York a cavallo tra anni Settanta e Ottanta tre giovani, lo studente di cinema Terry (Jack Kilmer), il fotografo Phil (Shameik Moore) e la giovane attrice Catherine (Jane Levy) si conoscono, diventano amici e rimangono coinvolti in un triangolo amoroso in cui i due giovani si dividono l’amore della misteriosa ragazza conosciuta all’uscita del cinema. Un passione forte che li allonterà per poi riavvicinarli e portare alla luce una misteriosa verità.
Pretenders: le nostre impressioni
Dopo The Disaster Artist, James Franco torna dietro la macchina da presa per portare sulla scena un altro omaggio alla settima arte. Ma al posto della rocambolosca vicenda di Tommy Wiseau, questa volta l’amore di Franco per il cinema si sposta su un melò che, senza risparmiare citazioni, strizza l’occhio alla stagione della Nouvelle Vague. È il cinema a legare tra di loro le vite dei tre protagonisti della storia, un giovane studente di cinema, il suo amico fotografo e l’affascinante e misteriosa Catherine, giovane attrice conosicuta proprio all’uscita dalla sala cinematografica.
Queste le premesse per l’intrecciarsi di un triangolo amoroso che, fin da subito, rievoca esplicitamente l’intreccio di Jules e Jilm di François Truffaut. Tuttavia l’amore per la settima arte e il desiderio di omaggiarne i grandi autori, da Godard, Truffaut fino a Bertolucci non riesce a dare vita a una storia narrativamente incisiva, facendo del citazionismo cinematografico un ornamento estetico spesso fine a se stesso. Il formalismo della massinscena, la fotografia che rievoca un cinema d’altri tempi, la narrazione spesso ellittica e frammentaria hanno ben poco del fascino immersivo e perturbante del cinema a cui il regista si rivolge per tutto l’arco della storia.
La settima arte, solo apparentemente cuore pulsante del film, lascia ben presto il posto alle ingarbugliate vicende personali dei tre protagonisti. Ciò che ne risulta è una narrazione che poco rivela della natura dell’arte di cui si fa portavoce e che, al di là di qualche inquadratura, altrettanto poco indaga quel costante oscillare tra verità e finzione che del cinema rappresenta il fascino e il mistero. Ciò che manca in Pretenders è la sincerità dello sguardo di chi, pur amando il cinema, non riesce qui a catturarne la vitalità.
Un omaggio al cinema che offre poco oltre il citazionismoPretenders
Valutazione globale - 6
6
Pretenders: un giudizio in sintesi
Pretenders di James Franco è un omaggio al cinema e all’amore del regista per la settima arte. Ma questo tributo spesso si perde in un citazionismo troppo autoreferenziale, senza dare struttura a una storia che narrativamente è incerta come una delle sue protagoniste, Catherine, che alla verità ha preferito l’illusione e alla sincerità la finzione.
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