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Gianni Canova: una chiacchierata sul cinema alla Mostra di Venezia 74

Superata la metà della 74esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, abbiamo avuto il piacere di ospitare uno dei principali critici italiani, anche se lui non ama essere definito tale, Gianni Canova, fondatore de I Duellanti (poi ribattezzato Duel), Professore ordinario di Storia del cinema e Filmologia, nonché Pro-Rettore con delega alla didattica e Preside della Facoltà di Comunicazione, Relazioni pubbliche e Pubblicità presso la Libera Università IULM di Milano, autore e conduttore del programma Il Cinemaniaco, per limitarci ad alcuni dei suoi molti lavori.

Gianni Canova e la fruibilità del cinema

In questa piacevole chiacchierata, che potete vedere integralmente nel video qui sotto, Gianni Canova tra i tanti argomenti parla di uno che evidentemente gli sta molto a cuore: la fruibilità del cinema. L'”archeologo del cinema”, come lui stesso si definisce, ci racconta di come si sia innamorato della settima arte anche, e soprattutto, grazie alle emozioni che i film riescono a trasmettere, alla magia che si crea in sala e trova (non potremmo concordare di più) che un cinema fatto “per pochi intimi” sia un prodotto di cui è stufo e che ci sia meno senso se si perde la capacità di parlare alle persone.

Tutto si lega anche alle tematiche di cui si parla, e di cui si è parlato durante questa Mostra, come soprattutto l’imbruttimento della nostra società o, in particolar modo, il razzismo, da lui definito vero cancro della società moderna, perché Canova ritiene che possano fare di più delle scene solo all’apparenza semplici, ma godibili, come in Suburbicon, che non un film in cui si urla ad alta voce la denuncia sociale ma che non arriva a nessuno.

Gianni Canova e Paolo Virzì

Parlando dei film che gli sono piaciuti alla Mostra, e del cinema italiano in particolare, il discorso si è soffermato sul film di Virzì, che lo ha commosso, come ha commosso noi, e la discussione poi è scivolata sul suo rapporto col cineasta livornese, burrascoso a tratti, del quale ci ha raccontato anche la genesi e un “simpatico” episodio che potrete trovare nell’intervista qui sopra.

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About Andrea Sartor

Cresciuto a pane (ok, anche qualche merendina tipo girella o tegolino... you know what I mean... ) e telefilm stupidi degli anni 80 e 90, il mondo gli cambia con Milch, Weiner, Gilligan, Moffat, Sorkin, Simon e Winter. Ha pianto davanti agli uffici dell'HBO. Sogno nel cassetto: pilotare un Viper biposto con Kara Starbuck Thrace e uscire con Number Six (una a caso, naturalmente). Nutre un profondo rispetto per i ragazzi e le ragazze che lavorano duramente per preparare gli impagabili sottotitoli. Grazie ragazzi, siete splendidi

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