Home / Recensioni / Escobar: Il fascino del male – recensione del film con Bardem e la Cruz
Escobar

Escobar: Il fascino del male – recensione del film con Bardem e la Cruz

Presentato Fuori Concorso all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, esce nelle sale italiane Escobar: Il fascino del male, la storia del più famoso trafficante di droga del mondo vista dagli occhi dell’amante, la giornalista Virginia Vallejo. Ad interpretare il criminale colombiano un ottimo Javier Bardem mentre nei panni della giornalista troviamo Penelope Cruz. Il film arriva nei cinema in versione ridotta rispetto a quanto visto al Lido a settembre 2017.

Escobar: Il fascino del male – sinossi

EscobarEscobar: Il fascino del male si concentra sull’ascesa e la successiva caduta, nel 1993, del più temuto signore della droga al mondo, Pablo Escobar, e la sua tormentata e instabile storia d’amore con una delle più famose giornaliste della Colombia, Virginia Vallejo, durante il regno del terrore che dilaniò il paese tra omicidi, esecuzioni e morte. È grazie alla Vallejo che Pablo Escobar diventa un personaggio noto, ottenendo l’appoggio e la gratitudine di gran parte del popolo colombiano, arrivando addirittura a scendere in politica per governare la Colombia.

Escobar: Il fascino del male – le nostre impressioni

EscobarIspirato al romanzo Loving Pablo, Hating Escobar, scritto dalla stessa Virginia Vallejo, il film di Fernando Leon De Aranoa vorrebbe trasportare sullo schermo quella che è stata la relazione clandestina avuta tra il famoso trafficante di droga e la giornalista Colombiana lungo tutti gli anni in cui il re della droga mise sotto scacco un intero paese. Ma questa premessa viene fin da subito tradita dal regista, tanto che ad un certo punto, il film si discosta completamente dalla relazione avuta dai due per raccontare le gesta di Pablo Escobar. La sensazione è simile a quella di trovarsi davanti ad un mega riassunto delle prime due stagioni di Narcos.

L’operazione di raccontare per l’ennesima volta la figura di Pablo Escobar perde ancora più valore in quanto il film di De Aranoa arriva dopo una lunga serie di film e serie tv sul trafficante di droga colombiana che meglio avevano svolto il loro lavoro. Escobar: Il fascino del male non è certo un brutto film. E’ intrattenimento puro che non risparmia scene cruenti che vedono coinvolti anche dei cani assassini. I due interpreti, Bardem e la Cruz, offrono inoltre delle buone interpretazioni (Bardem, poi, somiglia molto nel film al vero Pablo) che evidenziano bene la loro complicità sulla scena dovuta a legame che i due hanno nella vita privata.

EscobarQuello che manca al film è il sottolineare con maggior precisione il ruolo avuto dalla Vallejo nel portare Escobar agli onori della cronaca. Fernando León de Aranoa limita tutto ciò a poche e banali scene dove i due, Pablo e la Vallejo, si mostrano ai media mano nella mano come una coppia di fidanzatini.

La scelta di far parlare Escobar e la Vallejo (ma un po’ tutti i colombiani) in lingua inglese può essere giustificata con la spendibilità del film nei mercati anglofoni, ma tutto ciò ha il solo difetto di produrre un effetto quantomeno straniante in chi sta seguendo la storia. Quello che resta l’ennesima opera di finzione sul più famoso trafficante di droga di cui si poteva tranquillamente fare a meno.

Escobar: Il fascino del male

valutazione globale

Un altro inutile film su Escobar

User Rating: Be the first one !

Escobar: Il fascino del male – giudizio in sintesi

EscobarIl film di Fernando León de Aranoa si prende la briga di raccontare, ancora una volta, la storia del più famoso trafficante di droga della storia vista dagli occhi di Virginia Vallejo, la giornalista che per prima lo intervistò e di cui si innamorò. Un film di cui non si sentiva molto la necessità, data la mole di opere fatte (tutte decisamente migliori di questo film) sulla figura di Escobar. A deludere è anche una sceneggiatura priva di mordente che abusa di frasi fatte e aforismi per le quasi due ore di film. Un esempio? “I network televisivi sono come gli uomini, a volte devi lasciarli per essere apprezzata.”

Per ogni notizia e aggiornamento sul mondo dello spettacolo, cinema, tv e libri, vi consigliamo di seguire la nostra pagina Facebook

About Daniele Marseglia

Ricordo come se fosse oggi la prima volta che misi piede in una sala cinematografica. Era il 1993, film: Jurrasic Park. Da quel momento non ne sono più uscito. Il cinema è la mia droga.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.