Questa settimana è arrivato nelle sale cinematografiche Deadpool 2, il nuovo capitolo della saga dell’anti-eroe, distruttore della quarta parete che si è inserito sin dal primo film a lui dedicato nell’universo Marvel in modo tutto suo. Diretto da David Leitch, il film rivede Ryan Reynolds nei panni del mutante e Josh Brolin come il nuovo cattivo incompreso Cable.
Deadpool 2: la sinossi

Deadpool 2: le nostre impressioni

Perché sì, nonostante si sia andata a perdere un poco quella componente così tanto nuova quanto scioccante in Deadpool 2, intrattenere e divertire rimangono comunque l’obiettivo principale di questo film. Seppur come afferma Wade stesso in alcuni punti, rivolgendosi direttamente al pubblico “la sceneggiatura è deboluccia”, cosa alquanto vera, per il pubblico è impossibile non ridere e rimanere coinvolti in quello che si vede sullo schermo.
Deadpool 2 si conferma come una novità assoluta nel panorama dei film sui supereroi, come prodotto che agisce senza seguire le regole né dell’universo di cui è figlio d’arte, fatto della solennità degli altri supereroi, né tantomeno quelle della decenza (nonostante le molte scene di sesso, grande novità del primo Deadpool sono completamente scomparse, rendendolo, come dice Wade stesso, “un film per famiglie” intervallato da scene assurde come quella in cui l’eroe è costretto ad aspettare la ricrescita della parte inferiore del corpo completamente nudo dalla vita in giù). In questo Deadpool 2 si è cercato di sottolineare questa componente “controcorrente” in un modo tutto nuovo, inserendo come co-protagonista un attore sconosciuto, Julian Dennison, nei panni di Russell/Firefist: ragazzo in piena pubertà, in carne, si configura come l’anti-cattivo per eccellenza, sia questo dovuto alla giovane età (come può un ragazzino essere cattivo?), sia all’aspetto che i canoni hollywoodiani classici non andrebbero mai a cercare. Questo atto sovversivo in più, che si poggia su quello che è Deadpool 2 già di suo, diventa una critica al sistema cinematografico e ai suoi standard schiaccianti, forse troppo elevati.

Tocchi estremamente divertenti sono però la sigla, in pieno stile James Bond e accompagnata dalla voce di Céline Dion, dai titoli di testa irriverenti (“Dagli stessi che hanno ucciso il cane di John Wick“), e quel “Stai zitto Thanos” rivolto a Josh Brolin, “reduce” dall’aver vestito i panni del cattivo distruttore di mondi in Avengers. Come accaduto in quest’ultimo film, Josh Brolin interpreta un cattivo dai contorni labili, che a volte difficilmente può essere definito tale: come Thanos, che è spinto da una ricerca di equilibrio per il bene comune con modi distruttivi, come si può biasimare Cable, che vuole uccidere Russell prima che diventi l’assassino che ucciderà la sua famiglia? Personaggio interessante, Cable a mio parere meritava una presentazione con più spazio, o in questo Deadpool 2 o in un altro film Marvel essendo egli, tra le pagine del fumetto, uno dei mutanti più interessanti (figlio di Fenice e Ciclope, tra l’altro).
Deadpool 2
valutazione globale - 6.5
6.5
divertente ma dalla serietà non necessaria
Deadpool 2: un giudizio in sintesi

Per ogni notizia e aggiornamento sul mondo dello spettacolo, cinema, tv e libri, vi consigliamo di seguire la nostra pagina Facebook
Intrattenimento.eu News e recensioni di cinema e serie tv