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Blade Runner 2049

Blade Runner 2049: 7 cose da sapere sul sequel diretto da Villeneuve

Una manciata di giorni ci divide dal 5 ottobre quando in Italia e nel resto del mondo sbarcherà nelle sale cinematografiche Blade Runner 2049, il sequel del capolavoro noir sci-fi diretto 35 anni fa da Ridley Scott (qui nelle vesti di produttore) che torna con un nuovo regista, il canadese Denis Villeneuve (Prisoners, Arrival).

La direzione marketing che si occupa della promozione del film ha svolto un ottimo lavoro nel preservare qualsiasi spoiler inerente la storia, per lasciare così al pubblico la possibilità di godersi appieno ciò che Villeneuve ha architettato.

Andiamo adesso a scoprire le 7 cose da sapere per arrivare pronti al 5 ottobre:

Il film è ambientato 30 anni dopo l’originale

Come dicevamo in precedenza, la Warner Bros. ha cercato il più possibile di tenere sotto chiave qualsiasi anticipazione sulla trama del film, ma ciò che sappiamo per certo è che Blade Runner 2049 sarà ambientato esattamente 30 anni dopo l’originale. Rick Deckards, l’iconico personaggio interpretato da Harrison Ford, è scomparso da tre decadi, ma un nuovo Blade Runner, interpretato da Ryan Gosling, si mette alla sua ricerca dopo aver scoperto un oscuro segreto che potrebbe portare alla fine dell’umanità.

blade runner 2049Il personaggio interpretato da Gosling è un agente, nominato K, della polizia di Los Angeles e il suo tenente superiore è interpretato da Robin Wright. Jared Leto, invece, è un replicante dal nome Niander Wallace (qui il corto che lo riguarda). Per calarsi al meglio nella parte l’attore, durante tutta la produzione del film, ha finto di essere cieco. Fanno parte del cast anche: Mackenzie Davis, David Bautista e Ana de Armas.

In una delle prime interviste rilasciate sul film, Villeneuve ha dichiarato che “il pianeta sarà sull’orlo del collasso. Il clima sarà impazzito – gli oceani, la pioggia, la neve…tutto sarà tossico.”

Il sequel ha nel DNA il sangue del primo Blade Runner

Blade Runner 2049 ha sia il cast che il regista nuovo, ma il trio principale del primo film è del tutto coinvolto anche nel sequel. Harrison Ford torna nei panni di Rick Deckard, il che significa che i fan probabilmente avranno la risposta definitiva se il personaggio è un umano o un replicante.

Ridley Scott non è più dietro la macchina da presa, ma è coinvolto come produttore. Scott cominciò a pianificare il sequel di Blade Runner già molti anni fa chiamandolo Metropolis. Il film sarebbe andato ad esplorare le colonie fuori dal pianeta Terra, con un particolare focus sul destino della Tyrell Corporation.

Ultimo ma non meno importante: Hampton Fancher. Lo sceneggiatore scrisse il Blade Runner originale insieme a David Peoples e torna a farlo anche nel sequel, questa volta con Michael Green. Ultimamente Fancher ha co-sceneggiato Logan e ha lavorato con Ridley Scott allo script di Alien: Covenant. E’ stato anche uno degli sviluppatori della serie ideata da Bryan Fuller American Gods.

Il franchise è in ottime mane con Denis Villeneuve

E’ stato Ridley Scott ha voler come regista del sequel di Blade Runner Denis Villeneuve. Il regista canadese è diventato in pochi anni uno degli autori più apprezzati di Hollywood grazie a film come Prisoners, Sicario e Arrival. Quest’ultimo suo lavoro gli ha procurato la prima nomination agli Oscar come Miglior Regista. Blade Runner 2049 è il primo film con grosso budget diretto da Villeneuve e questo gli ha messo un po’ d’ansia durante la lavorazione:

“Ho sentito la pressione ogni giorno. Allo stesso momento non sono mai stato così ispirato ed eccitato. Amo i rischi.”

E’ la terza collaborazione tra Villeneuve e il direttore della fotografia Roger Deakins

blade runner 2049Blade Runner 2049 è la terza collaborazione tra Denis Villeneuve e il direttore della fotografia Roger Deakins. I due hanno collaborato insieme in Prisoners e Sicario, film per i quali Deakins è stato nominato all’Oscar per la Miglior Fotografia. La terza volta potrebbe essere quella giusta per Deakins che ha all’attivo ben 13 nomination? Villeneuve ha speso soltanto elogi a suo riguardo:

“Non so come la gente reagirà al film, ma posso dire che Roger ha fatto uno dei suoi lavori migliori. Voglio dire, ha sempre fatto ottimi lavori ma questo volta ha realizzato un qualcosa di speciale. Ha avuto molto più spazio per sperimentare rispetto al solito, avvicinandosi molto alla realtà.”

Blade Runner 2049 è vietato ai minori di 18 anni

La Motion Picture Association of America ha stabilito che Blade Runner 2049 dovrà essere vietato ai minori di 18 anni per “violenza, sesso, nudità e linguaggio”. Il film spera di seguire la strada avuta al box office da altri due film R-rated come Logan e It che hanno entrambi incassato oltre 200 milioni di dollari in America.

Arrival, il precedente film di Villeneuve, fu classificato con PG-13 (vietato ai minori di 13 anni).

Hans Zimmer ha preso il posto di Jóhann Jóhannsson come compositore delle musiche

Blade Runner 2049E’ stato un anno difficile per Jóhann Jóhannsson. Non solo Darren Aronofsky ha tagliato le sue musiche in Madre!, ma anche in Blade Runner 2049 è stato sostituito da Hans Zimmer e Benjamin Wallfisch nella composizione della colonna sonora originale del film.

Jóhannsson non è legalmente tenuto a far sapere il motivo della sua ‘cacciata’ dal film, ma il suo rimpiazzo è stato un po’ scioccante in quanto il compositore ha spesso lavorato insieme a Villeneuve in passato (Prisoners, Sicario, Arrival). Un rumor voleva che il tema principale composto da Jóhannsson fosse rimasto all’interno del film, ma ad inizio mese si è avuto la conferma che non c’è più traccia del suo lavoro.

E’ il più lungo blockbuster dai tempi di Interstellar

Un’altra cosa certa del film è la sua durata: 163 minuti, inclusi 11 minuti di crediti finali.

L’ultimo blockbuster hollywoodiano ad avere una durata simile è stato Interstellar nel 2014 che fece segnare i 169 minuti di durata. Blade Runner, l’originale, durava 117 minuti nella sua versione per le sale.

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Fonte: Indiewire

About Daniele Marseglia

Ricordo come se fosse oggi la prima volta che misi piede in una sala cinematografica. Era il 1993, film: Jurrasic Park. Da quel momento non ne sono più uscito. Il cinema è la mia droga.

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