Nelle sale dal 31 ottobre First Man – Il primo uomo, il nuovo film di Damien Chazelle che torna sul grande schermo dopo il successo di critica e pubblico di La La Land del 2016.
First Man – Il primo uomo: la sinossi

First Man – Il primo uomo: le nostre impressioni

L’idea di raccontare la storia di un personaggio entrato nell’immaginario collettivo attraverso la vita all’infuori del lavoro, su come questo abbia modificato certe dinamiche familiari e sia potuto risultare catartico per le ferite del passato è, seppur non proprio originale, molto interessante.
Dobbiamo dare adito a Damien Chazelle di aver costruito un buon film che, grazie anche al ritmo delle inquadrature ed ai frequenti movimenti di camera, scorre molto bene dall’inizio alla fine e riesce a mantenere lo spettatore incollato allo schermo catapultandolo letteralmente nello spazio insieme ai protagonisti. Dal punto di vista tecnico First Man si fa apprezzare per essere estremamente ben fatto e curato.
First Man è però un film imperfetto e presenta alcune pecche. La pecca maggiore è il provare a raccontare troppo. La storia è ricca di spunti e Chazelle prova a farci stare dentro tutto, comprese le difficoltà americane incontrate nella “corsa allo spazio” contro la Russia e le proteste dei vari gruppi contrari alle missioni spaziali, sia per motivi economici che razziali. Gli argomenti sono interessanti ma deviano così tanto dalla storia principale e vengono trattati, per questione di tempo, in modo troppo semplicistico e frettoloso da risultare quasi fuori contesto e superficiali.

I personaggi sono generalmente credibili con una Claire Foy, come già detto, straordinaria che si fa notare per una forza interpretativa superiore agli altri sullo schermo. La monoespressività di Ryan Gosling, invece, pur essendo accettabile per rappresentare un personaggio granitico come Neil Armstrong, non riesce a far trasparire il tormento di un uomo che si trova a far i conti con uno straziante passato e con sfide mai affrontate da nessuno. Se guardiamo la sola scena finale la differenza di intensità emotiva fra i due è abissale ed è lo sguardo della Foy il punto forte che salva l’intera scena che altrimenti sarebbe stata carente di sentimenti e non avrebbe dato la giusta chiusura alla narrazione.
First Man - Il primo uomo
Valutazione globale - 6.5
6.5
Biopic che pecca di originalità ed emotività
First Man – Il primo uomo: un giudizio in sintesi

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