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Anna Kendrick e Blake Lively in Un piccolo favore

Un piccolo favore: recensione del film di Paul Feig con Blake Lively

Tre anni fa nelle sale italiane usciva Gone Girl, thriller di David Fincher, che riscosse un ottimo successo, nonostante il clima natalizio strizzi l’occhio a fantasy, commedie e dolci emozioni. La scommessa al pubblico italiano viene rilanciata con Un piccolo favore, thriller a tinte comedy di Paul Feig, un regista che con la commedia ha ottenuto grande successo, basato sull’omonimo romanzo di Darcey Bell, con protagoniste Anna Kendrick e Blake Lively.

Un piccolo favore: sinossi

un piccolo favoreStephanie ed Emily hanno poco in comune. Stephanie è una super mamma “disperata”, la perfetta casalinga di periferia, iperattiva, con un vlog deriso dagli altri genitori. Emily è una bella e misteriosa PR, alla moda e abituata alla vita di città, poco incline alla vita di casa. Le due, grazie all’amicizia che lega i due figli, si ritroveranno ad essere amiche, a condividere cocktail, favori e tanti segreti. Un giorno Emily, dopo aver chiesto all’amica di tenere il figlio, scompare nel nulla. Stephanie, nonostante molti dubbi, inizia ad indagare alla ricerca della verità che si cela dietro la sparizione dell’amica, entrando in contatto anche con il marito di questa, principale sospettato, da cui Stephanie si invaghirà. Le indagini porteranno alla luce i segreti più oscuri della vita di Emily.

Un piccolo favore: le nostre impressioni

Anna Kendrick e Blake Lively in Un piccolo favoreNonostante il paragone con il (sottovalutato) thriller di Fincher risulti schiacciante e negativo, il film di Feig risulta piacevole, scorrevole e intrattiene abbastanza.

L’assenza di una mano come quella di Fincher si sente parecchio. La continua tensione che pervade e disturba (positivamente) l’andamento di Gone Girl è assente in Un piccolo favore. Feig, reduce dai successi di Spy e de Le amiche della sposa, si muove bene in questo giallo dai toni glam e da un umorismo nero che non dispiace.

Il film ha una partenza sprint, risulta accattivante e riesce a mantenere una buona linearità e una giusta tensione. A deludere, però, è una seconda parte del film molto prevedibile, confusionaria e poco lineare, che confonde lo spettatore e rende l’evoluzione della storia poco comprensibile e assai meccanica. Le ottime basi della prima fase del film sembrano distruggersi con il climax centrale del film, dopo il quale il tutto sembra un po’ raffazzonato per dare una conclusione al mistero, senza dare peso al racconto emotivo dei personaggi. Nella seconda parte, difatti, lo svolgimento del film risulta piatto, impersonale e schematico, senza profondità, senza possibilità dello spettatore di immergersi nella psicologia dei personaggi, fattore chiave della riuscita del film di Fincher, dove grande attenzione viene data alla psicologia dei due protagonisti e alle motivazioni che spingono loro a compiere determinate scelte.

Nonostante una ricca presenza di personaggi più o meno rilevanti, l’attenzione è completamente rivolta alle due protagoniste, Stephanie e Emily, interpretate rispettivamente da Anna Kendrick e Anna Kendrick e Blake Lively in Un piccolo favoreBlake Lively. La Kendrick inizialmente risulta leggermente fastidiosa, un po’ macchietta, nel ruolo della super mamma, ma successivamente riesce a trovare una sua identità e la sua prova nel complesso non è pessima. La Lively, invece, è naturale nei panni della conturbante Emily. Nonostante non sia un’attrice perfetta, Blake riesce a catturare con il suo charme, la sua eleganza e il suo carisma l’attenzione dello spettatore. Il ruolo sembra le sia stato perfettamente cucito addosso.

Oltre agli abiti e le atmosfere fortemente glamour, una nota di merito va alla colonna sonora, ricca di riferimenti alla canzone francese di Francoise Hardy e Jane Birkin, che contrasta fortemente con lo stile del film.

Un piccolo favore

valutazione globale - 6.5

6.5

Un film imperfetto, ma godibile, con una carismatica Blake Lively

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Un piccolo favore: giudizio in sintesi

Anna Kendrick e Blake Lively in Un piccolo favoreIl thriller di Paul Feig risulta godibile nonostante numerose imperfezioni. Il film perde sapore dopo una prima parte intrigante, cadendo in costruzioni meccaniche e schematiche, confusionarie, che non lasciano allo spettatore una grande possibilità di analizzare la psicologia dei personaggi. Blake Lively cattura l’attenzione con un personaggio che sembra esserle stato cucito addosso perfettamente, mentre la Kendrick porta a casa una prova senza infamia e senza lode.

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