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Twin Peaks: scritte segrete, il tempo e altre teorie della parte 9

Dopo l’episodio capolavoro e una settimana di pausa per via dell’Independence Day, Twin Peaks ha fatto ritorno sui piccoli schermi americani con la nona parte. Un episodio più ‘tranquillo’ rispetto al precedente e che ha portato avanti in maniera sostanziale la trama della serie.

Andiamo quindi a vedere, punto per punto, le teorie e gli indizi seminati nella nona parte di Twin Peaks:

2:53

Twin PeaksLa prima volta che abbiamo sentito parlare del numero 253 è stato quando Dale Cooper incontrò “The Arm” nella Loggia Nera, che gli disse: “253. Time and time again“. Di seguito quel numero diventata tempo (orario?), 2:53, nel momento in cui Cooper dalla Stanza Viola viene risucchiato dalla presa elettrica per poi subentrare nel corpo di Doguie Jones.

Nella parte 9, lo sceriffo Truman, Hawk e Bobby Briggs scoprono una nota che maggiore Briggs aveva lasciato in un tubo di metallo. I numeri 253 si presentano due volte: una volta intesi come distanza: “253 metri ad est del Jack Rabbit’s Palace“, e ancora come tempo, 2:53. Due triangoli (le due vette di Twin Peaks?), un sole rosso e il simbolo della Loggia Nera appaiono anche con le date 10/1 e 10/2 (da leggere all’americana), che sono solo due giorni di distanza l’uno dall’altro. Questo somiglia molto al modo in cui William Hastings e il suo partner erano in grado di entrare nella “Zone” andando in un luogo specifico in un momento specifico.

Ancora niente, invece, sugli altri numeri menzionati. Non ci sono progressi sul 430 menzionato dal Gigante a Cooper all’interno della frase “Ricorda 430. Richard e Linda. Due uccelli con una pietra.” Richard Horne lo abbiamo già incontrato nel corso degli episodi precedenti, mentre di Linda se n’è sentito parlare durante una conversazione. Andy doveva incontrare un contadino alle 4:30 per farsi dire chi stava guidando in modo spericolato il camion che ha ucciso il bambino, ma il contadino non si presentò all’appuntamento.

Quel che Briggs sapeva

Come abbiamo potuto verificare, il tempo nella Loggia Nera trascorre in maniera alquanto strana. Esempio: il corpo di Briggs sembra avere ancora sui 40 anni nonostante sia morto più in là con l’età, intorno ai 70. La capacità da parte di Briggs di aver previsto cosa sarebbe accaduto quando Truman, Hawk e il figlio Bobby sarebbero andati a trovare la moglie è alquanto curioso.

Quando Bobby era piccolo suo padre lo portava sempre al Jack Rabbit’s Palace che dista esattamente 253 yarde dalla Loggia Nera. Nel biglietto lasciato da Briggs al figlio c’è anche scritto la seguente frase: “Quando lasci il Jack Rabbit’s Palace ricordati di mettere un po’ di terra di quella zona nella tua tasca“. Probabilmente con questo modo si avrà l’accesso alla Loggia Nera e permetterà anche di uscire. O forse no.

La storia dei due Cooper

Il secondo bigliettino di carta lasciato da Briggs nel tubo metallico aveva una serie di numeri e lettere stampate su di esso, con le parole “Cooper Cooper” che appaiono due volte. In realtà, dopo la seconda scritta “Cooper” si riesce ad intravederne una terza che però si ferma alla seconda “O”. Se ci pensate bene Dougie era una Cooper la cui vita in qualche modo è stata ‘tagliata’. La testa galleggiante di Briggs ha anche detto due volte le parole “Cooper Cooper” prima di scendere nello spazio per dire a Cooper: “Blue Rose”.

About Daniele Marseglia

Ricordo come se fosse oggi la prima volta che misi piede in una sala cinematografica. Era il 1993, film: Jurrasic Park. Da quel momento non ne sono più uscito. Il cinema è la mia droga.

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