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Twin Peaks

Twin Peaks: la nascita di Bob, Laura Palmer e l’episodio capolavoro

Era chiaro fin dall’inizio che il nuovo Twin Peaks si sarebbe via via discostato sempre di più da quel mix di generi che aveva caratterizzato buona parte delle prime due stagioni. In oltre venticinque anni il linguaggio di Lynch si è evoluto verso una direzione sempre più astratta, dove la forma prevale sul contenuto e la narrazione classica assume un aspetto sempre più marginale. Questa serie di fattori ha avuto il suo culmine nell’ottavo episodio di The Return che rappresenta un vero e proprio punto di rottura con tutto quello che fino a quel momento ha caratterizzato la serie. Siamo di fronte ad un qualcosa mai visto sugli schermi televisivi, un qualcosa che trascende (per usare una parola tanta cara a Lynch) il concetto di avanguardia. Una vera e propria prova di sopravvivenza, un’esperienza surrealistica (letteralmente) esplosiva. Insomma, Lynch ha sfornato un capolavoro di 50 minuti che ridisegna l’intera geografia dei canoni della serialità televisiva. Ancora una volta, come venticinque anni fa.

Il ritorno di Bob

Twin PeaksNell’ottavo episodio, nei primi 10 minuti, si rivede Bob che sapevamo essere ancora risiedente nel corpo dell’Evil Cooper. Vediamo emergere la testa di Bob proprio dal petto di quest’ultimo nel momento in cui un’orda di fantasmi della Loggia Nera arrivano attorno a lui. Bob riporta in vita Evil Cooper e forse è proprio questo l’aiuto a cui Ray si riferisce mentre è a telefono.

L’ambientazione si sposta successivamente nel passato, esattamente nel 1945 nel deserto del New Mexico dove assistiamo al primo esperimento di esplosione con una bomba nucleare con il sottofondo di “Threnody for the Victims of Hiroshima” di Krzysztof Penderecki. E’ il Big Bang secondo David Lynch (scena che ricorda molto l’inserto di Malick all’interno di The Tree of Life sulla nascita dell’universo), in cui una figura – del tutto somigliante a quella della scatola di vetro vista nei primi due episodi – vomita un flusso di materia (che sia la garmonbozia vista in Fuoco cammina con me?) che include un uovo con all’interno Bob. Questa figura potrebbe essere “La Madre” a cui fa riferimento la Ragazza Americana vista all’interno della Stanza Viola.

Mentre ancora non conosciamo l’esatta natura di Bob (cos’è? Perché è malvagio?), la sue origini lo aiutano quantomeno a demistificarlo un po’. Bob non è il Male ultimo, ma è il Male nato dall’uomo.

La storia segreta di Laura Palmer

In risposta alla nascita di Bob, il Gigante invia un’aura d’oro (molto simile a quella vista durante la morte del ragazzino investito dal giovane Horne) che si trasforma in oro dorato raffigurante il volto di Laura Palmer. La Senorità Dido, che si trova con il Gigante nella stanza, la bacia e la spedisce sulla Terra dove prende delle tonalità monocromatiche.

Come leggere tutto questo? Se il compito di Laura Palmer (il Bene) fosse stato quello di sconfiggere Bob (il Male) allora sappiamo tutti com’è andata a finire. Ma c’è sicuramente dell’altro. Forse manca ancora un ultimo tassello al disegno finale che con ogni probabilità arriverà prima della fine della serie.

La rana locusta

Twin PeaksAl termine dell’ultima scena descritta, Lynch fa un salto in avanti nel tempo di 11 anni, il tempo in cui vediamo un uovo sulle sabbia del deserto del New Mexico schiudersi e far uscire un animale che ha le gambe di una rana e le ali di una locusta. L’insetto-anfibio trova subito ospitalità nella bocca di un’adolescente. Siamo nel 1956 e tra quest’anno e la nascita di Laura Palmer che cosa accade? Facciamo un ragionamento. La ragazza nel ’56 ha all’incirca tra i 12 e i 15 anni. Ergo, quando Twin Peaks ha debuttato sugli schermi lei di anni ne avrebbe avuti circa 40. Una teoria potrebbe essere quella che la ragazzina sia la madre di Laura Palmer, che conosciamo per i suoi poteri paranormali e per prevedere il futuro.

The Woodsman

Finalmente, grazie ai titoli di coda, abbiamo un nome identificativo per questi personaggi già apparsi nei precedenti episodi: The Woodsman. La loro comparsa sulla Terra sembra essere proprio nel 1945 in una stazione di benzina immediatamente dopo l’esplosione nucleare. L’idea che possiamo farci sulla loro esistenza è quella di essere gli “scagnozzi” di Bob. Li vediamo terrorizzare quella coppia di fidanzatini nel 1956 o schiacciare il cranio ai due dipendenti di una stazione radio. Nel presente appaiono per evocare Bob dal corpo di Evil Cooper.

La cosa da sottolineare dei Woodsman è la loro diversità dal passato rispetto al presente. Nel ’56 appaiono sporchi di petrolio mentre quelli del presente sono neri di pelle. Forse più uccidono e più modificano il loro colore epidermico?

Il motivo del loro nome, Woodsman, è già di per sé un indizio. Sono gli “avversari” degli alberi che nel mondo di Twin Peaks rappresentano il Bene. Uno di questi Woodsman potrebbe essere nientemeno che il marito della Signora del Ceppo, un boscaiolo morto bruciato in incendio nella foresta.

Il cavallo pallido di Twin Peaks

Twin PeaksQuesto è l’acqua, e questo è il bene. Il cavallo è il bianco degli occhi e scuro dentro“. Questa è la frase che ripete più volte il Woodsman a telefono mentre stritola il cranio dello speaker radiofonico. Ma cosa significa esattamente?

La connessione più ovvia sarebbe il cavallo pallido che Laura Palmer aveva visto due volte, prima che quest’ultima morisse e anche la notte precedente alla morte di Maddie, la cugina di Laura. Anche Cooper vide il cavallo nella Stanza Rossa. Quando si parla dei Quattro Cavalieri dell’Apocalisse, si dice che la morte cavalca un cavallo pallido.

The Farm

Ray aveva menzionato a Evil Cooper di essere diretto a The Farm. E’ possibile che si riferisca alla Big Ed’s Gas Farm di Ed Hurley ma è ancora più probabile che Ray intenda la Dead Dog Farm, un bungalow abbandonato appena fuori Twin Peaks dove avvengono cose alquanto particolari.

Fonte: Indiewire

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About Daniele Marseglia

Ricordo come se fosse oggi la prima volta che misi piede in una sala cinematografica. Era il 1993, film: Jurrasic Park. Da quel momento non ne sono più uscito. Il cinema è la mia droga.

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