Tito e gli alieni è uno dei più recenti film che vedono Mastandrea come protagonista (in questi giorni al cinema con The Place) ed è un film molto semplice, a volte fin troppo scolastico, molto intimo, una commedia col retrogusto dei buoni sentimenti.
Tito e gli alieni: la sinossi

Tito e gli alieni: le nostre impressioni
La trama di fondo del nuovo film della Rinaldi è fin troppo canonica, anche se la regista ne ha voluto parlare come una cosa molto personale: un uomo che perde in modo che noi non conosciamo la moglie in giovane età, diventa un fallito, un’ameba, senza nessuna voglia o energia per andare avanti, ma saranno i bambini, figli del suo fratello morente a riportarlo alla vita e probabilmente nuovamente verso la felicità. 
La Rinaldi ci prova, ma il risultato è sostanzialmente modesto: certo l’ambientazione è a metà strada tra l’assurdo e l’onirico, gli escamotage narrativi sono abbastanza “freschi”, ma la trama di fondo è troppo invadente, oscura buona parte del narrato, perché troppo centrale, tutto dipende troppo da lei.

Molti gli omaggi della pellicola al cinema più classico o alla serialità televisiva, a partire da Incontri Ravvicinati del Terzo tipo, fino a Contact, per finire con evidenti omaggi visivi a Breaking Bad.
simpatico ma già vistoTito e gli alieni
valutazione globale - 6.5
6.5
Tito e gli alieni: un giudizio in sintesi
Il nuovo film della regista milanese Paola Rinaldi è un film che potremmo definire intimo, che cerca di essere anche toccante, ma pur essendo gradevole, scivola in una trama di fondo troppo abusata per suonare interessante, anche se declinata in modo particolare e con un Mastandrea che fa il suo buon lavoro come sempre. Il risultato è un film scorrevole che intrattiene e ha degli spunti divertenti o che comunque strappano un sorriso, ma non rimarrà moltissimo dopo la visione.
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