Dopo Le vite degli altri (vincitore dell’Oscar come miglior film straniero) Florian Henckel von Donnersmarck con Opera senza autore torna a commuovere il pubblico con una storia ambientata in Germania, un’opera complessa che ripercorre una fase difficile e complessa del paese attraverso una serie di vite che si incrociano.
Opera senza autore: sinossi

Opera senza autore: le nostre impressioni
Il film è ispirato alla vita di un artista realmente esistito, il pittore tedesco Gerhard Richter, cresciuto durante la Seconda Guerra mondiale e testimone dell’ascesa al potere dei comunisti nella Germania dell’Est. Come ha spiegato lo stesso regista a Venezia 75, il cuore pulsante del film è la forza degli artisti di tramutare i traumi personali in un atto creativo, in un’opera d’arte, uno slancio vitale che supera le atrocità che la Germania ha conosciuto.

Dall’altro lato troviamo il suo contraltare, Kurt, un pittore che cerca la propria identità artistica, una persona cui è stato insegnato che non bisogna mai distogliere lo sguardo da ciò che accade, anche quando si tratta di qualcosa di doloroso, un artista che insegue un proprio principio di purezza: “tutto ciò che è vero è bello”. Ed egli assume questo principio di vita dal sapore keatsiano, essenziale, agli occhi degli altri un po’ ingenuo ma per questo non meno potente: “‘Beauty is truth, truth beauty’, – that is all / Ye know on earth, and all ye need to know”, così recitava l’Ode on a Grecian Urn del poeta inglese, ed è il fil rouge che accompagnerà Kurt verso la maturità artistica. Pur risuonando per un attimo folle agli occhi dei genitori non si vergogna ad esclamare di aver capito tutto, che ogni cosa è collegata alle altre e che per questo non ci sarà più bisogno di preoccuparsi. E’ lo slancio vitale che il film stesso cerca di trasmettere attraverso una storia che parla di orrore e bellezza, quella forza che spinge gli artisti a resistere ai traumi, alle tragedie, al dolore e a trasformarli in qualcosa di bello.
La verità che ricerca Kurt non è quella storica, non è la realtà dei fatti accaduti, è qualcosa che trascende l’evidenza o la cruda realtà sociale che il realismo socialista vuole fargli rappresentare. Attraverso l’evoluzione della sua arte, attraverso l’amore di e per Ellie, attraverso la memoria e un occhio puro e privo di malvagità egli sarà in grado di inseguire il suo ideale di autenticità e di bellezza, due valori di cui il film stesso si fa portavoce con grande coraggio.

Opera senza autore
valutazione globale - 9
9
Un commovente capolavoro
Opera senza autore: giudizio in sintesi

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