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Vox Lux Natalie Portman

Vox Lux, l’epopea di una popstar nell’America degli anni 2000 a Venezia75

Alla Mostra del Cinema di Venezia arriva in Concorso Vox Lux di Brady Corbet con protagonista Natalie Portman nei panni della tormentata popstar Celeste.

Vox Lux: la sinossi

Natalie Portman Vox LuxIl film segue da vicino l’ascesa di Celeste (Natalie Portman) dalle ceneri di un’immensa tragedia nazionale a superstar pop. Il film abbraccia un arco di tempo di diciotto anni, dal 1999 al 2017, delineando alcuni importanti momenti culturali attraverso lo sguardo della protagonista.

Vox Lux: le nostre impressioni

Nel debutto alla regia Brady Corbet aveva raccontato, con L’infanzia di un capo, l’ascesa dei poteri totalitari del XX secolo attraverso l’infanzia di un bambino. In Vox Lux il regista americano cambia secolo e lo scatto avviene in concomitanza con la perdita dell’innocenza di Celeste, una giovane ragazza che nel 1999 è l’unica sopravvissuta ad una strage in un college. Celeste resta ferita, accusando un problema alla spina dorsale che la vede compiere una lenta e progressiva riabilitazione. Nel frattempo la ragazza continua a coltivare la sua passione per il canto, aiutata da una sorella che la segue anche nei primi incontri con agenti e case discografiche che la porteranno a diventare una popstar di fama internazionale.

Vox Lux Natalie PortmanVox Lux è ambientato nell’arco di 18 anni, dal 1999 al 2017. Sullo sfondo gli eventi che hanno segnato l’America degli ultimi anni: le stragi nelle scuole, il crollo delle Torri Gemelle a New York e il terrorismo internazionale. Davanti la storia di un successo improvviso, inatteso e forse neanche cercato. Corbet si interroga proprio come questo successo porti a galla sia luci che ombre e quanto sia difficile gestirlo una volta arrivati al top. Purtroppo il regista sembra non trovare un’unità di intenti tra il messaggio che vuole veicolare e il periodo storico in cui è ambientare la storia.

Solo Natalie Portman, ormai una garanzia per chiunque la scritturi in un film, è la cosa più convincente di Vox Lux. La sua Celeste è ipnotica, fragile, piena di insicurezze, al limite della schizzofrenia per la sua dipendenza da alcol e droghe che la portano ad avere reazioni instabili con le persone che la circondano: la sorella (Stacy Martin), il manager (Jude Law) e la figlia, avuta da adolescente e il cui rapporto non è mai decollato.

In Vox Lux, quindi, tutto resta in superficie. Anche le canzoni di Sia, popstar australiana dal successo planetario, sono poco più che un compitino lontano dai suoi canonici standard. Poco e niente di tutte le premesse della prima parte viene approfondito nella seconda, che si chiude con una parte decisamente lunga di un concerto di Celeste, sotto gli occhi della sorella e della figlia, come segno di congiunzione con la parte iniziale del film.

Vox Lux

Valutazione globale - 5

5

Superficiale e deludente

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Vox Lux: curiosità sul film

Vox Lux Natalie PortmanIn conferenza stampa Natalie Portman ha raccontato di quanto le sia piaciuto calarsi nella parte di Celeste: “Mi è piaciuto fare questo personaggio perché era scritto molto bene ma era, tuttavia, anche molto complicato. Recitare una pop star per me era un sogno. Mi è piaciuto molto cantare le canzoni di Sia che ha un enorme talento e mi è piaciuto moltissimo anche danzare. E poi ero circondata da attori meravigliosi. Ho visto molti documentari su pop star e mio marito, che è coreografo mi ha aiutato molto per i balletti.

Il regista Brady Corbet ha dedicato il film a Jonathan Demme, ricordandolo così:  “Questo film è dedicato a Jonathan Demme. Lo conobbi nella parte finale della sua vita e fui molto dispiaciuto della sua morte. È un grande peccato che non abbia potuto vedere questo film perché lo avrebbe apprezzato molto.

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About Daniele Marseglia

Ricordo come se fosse oggi la prima volta che misi piede in una sala cinematografica. Era il 1993, film: Jurrasic Park. Da quel momento non ne sono più uscito. Il cinema è la mia droga.

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