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Tutti pazzi a Tel Aviv!: una scena del film

Tutti pazzi a Tel Aviv!: la recensione della commedia di Sameh Zoabi

L’irriverente commedia Tel Aviv on Fire! (tradotta in italiano con il titolo Tutti Pazzi a Tel Aviv!) – è disponibile nelle sale italiane. Secondo lungometraggio del regista palestinese Sameh Zoabi, Tel Aviv on Fire! ha valso il Premio Orizzonti all’attore protagonista Kais Nashif alla 75esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia. 

Tutti Pazzi a Tel Aviv!: la sinossi

Salam ha 30 anni, è palestinese e vive a Gerusalemme. Questo ragazzo, non più troppo giovane e con le idee confuse, si ritrova per caso (e per raccomandazione) a fare lo stagista come assistente sceneggiatore nella produzione della soap opera araba di successo Tel Aviv on Fire!

Costretto a passare il check point tutti i giorni per recarsi al lavoro, Salam dovrà confrontarsi con l’ufficiale israeliano Assi, militare fin troppo appassionato della serie, al quale Salam mente fingendosi sceneggiatore. Vittima della propria bugia, lo stagista dovrà piegarsi alla volontà di Assi, che imporrà la propria visione artistica – ergo politica – alla scrittura della serie. 

Tutti Pazzi a Tel Aviv!: le nostre impressioni 

Tutti pazzi a Tel Aviv!: una scena del film

Tel Aviv on Fire!, risultato di una co-produzione tra Lussemburgo, Francia, Belgio e Israele, è una commedia irriverente che sa affrontare una tematica geopolitica delicata con un umorismo tagliente, liberatorio e imparziale. Dopo Man Without a Cellphone (2011), il realizzatore palestinese di nazionalità israeliana, Sameh Zoabi, ci propone una commedia degli equivoci agrodolce le cui le parole d’ordine sono comicità surrealista che sfocia nell’assurdo e satira politica.

Tutti pazzi a Tel Aviv!: una scena del film

Tutto parte dalla questione linguistica, inesauribile fonte di equivoci e comicità. Il protagonista, che se la cava con lo yiddish, si permette di avanzare una discreta remarque durante le riprese del telefilm. Salam farà notare al suo entourage quanto gli sembri improbabile che la spia palestinese, la sensuale protagonista del feuilleton, venga definita come una «bomba» dal generale israeliano. Questo gli vale il posto di dialogista.

Di scena in scena, la frontiera tra il kitch della serie romantico-popolare sul quale lavora e l’assurdità delle peripezie dell’eroe diventa sempre più labile. La narrazione adotta in questo modo la stessa tensione narrativa e lo stesso linguaggio della soap opera.

Tutti pazzi a Tel Aviv!: una scena del film

I conflitti politico-ideologici nel microcosmo israelo-palestinese di Tel Aviv on Fire! vengono tramutati e ridotti al dilemma dell’affascinate spia protagonista della serie: sceglierà di sposare il generale israeliano o resterà fedele al suo compagno palestinese? E Salem, invece, riuscirà a riconquistare con i suoi dialoghi romantici l’ex fidanzata Miriam? Mentre Assi, desideroso di impressionare la moglie, potrà riaccendere la fiamma del suo matrimonio manipolando a sua volta la sceneggiatura? Bisognerà allora rinnovare la figura del generale israeliano della soap, restituendogli quel tocco di romanticismo che Assi assumerà di riflesso… In breve, per rifarci alla massima di Mariti e Mogli di Allen, la vita non imita l’arte, imita la cattiva televisione.

C’è da dire che voler realizzare un film in cui il burlesco si sposa alla tragedia è forse l’impresa più ardua per un realizzatore. E c’è poi da dire che in questi casi, il rischio di banalizzazione del male è ben alto. Eppure, come nel To Be or Not To Be di Lubitsch, come nel successivo remake di Johnson, Tel Aviv on Fire! riesce a rievoca quella voglia di sorridere davanti al dramma. Ma forse non solo. Questa commedia sa rievocare – e non senza eleganza – , l’idea che la comicità possa essere in primis un atto di resistenza. 

Tutti pazzi a Tel Aviv!

valutazione globale - 7.5

7.5

Una commedia caustica, satirica e intelligente su uno dei temi più caldi della geopolitica

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Tutti Pazzi a Tel Aviv!: un giudizio in sintesi

Tutti pazzi a Tel Aviv! – Tel Aviv on Fire!, secondo lungometraggio del realizzatore palestinese residente in Israele Sameh Zoabi, è una commedia agrodolce che affronta con sfrontatezza e intelligenza uno dei temi più caldi del panorama geopolitico contemporaneo. Pur adottando lo stesso stile e gli stessi toni della soap opera che il protagonista Salam sta scrivendo, Tel Aviv on Fire! riesce a non cadere mai nella trappola della superficialità e della banalità, mettendo in scena con finezza una commedia dell’equivoco e della mise en abyme, imbevuta di satira e di ironia. Un’impresa non da poco, considerato il soggetto.

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