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Beautiful Boy: il dramma con Chalamet e Carell protagonista al RFF13

Protagonista della quarta giornata della tredicesima edizione della Festa del Cinema di Roma è stato il primo dramma made in Usa di Felix Van Groeningen, regista dell’acclamato Alabama Monroe, sconfitto agli Oscar dal nostro Sorrentino. Beautiful Boy è il titolo del suo ultimo lavoro, che vede nei panni dei protagonisti l’ex comico Steve Carell, sempre più camaleontico e versatile, e la rivelazione dell’anno Timothée Chalamet, pronto a confermare quanto visto di buono negli ultimi mesi.

Beautiful Boy: sinossi

beautiful boyNicholas Sheff sembra essere il ragazzo perfetto: di buona famiglia, colto, atletico, supportato dalla famiglia e pieno di sogni e speranze verso il futuro. Nic, però, sembra essere intrappolato nelle pressioni di una realtà incombente e di aspettative sempre maggiori e per questo si rifugia sin da adolescenze in un tunnel di droghe. Dalle prime canne da liceale, Nic passa all’ecstasy per poi rifugiarsi nel buio delle metanfetamine e dell’eroina. Incostante e bugiardo e nonostante i tentativi di astinenza, Nic sembra non riuscire ad evadere da tale “prigione”. Il padre David, però, farà di tutto pur di non perdere il suo “bellissimo ragazzo”.

Beautiful Boy: le nostre impressioni

beautiful boyVan Groeningen si spoglia dell’esperienza europea in cui si è sviluppato per creare un dramma in pieno stile americano. Nonostante la durata risulti leggermente eccessiva, il film riesce a dare un’immagine della realtà in cui vive un tossicodipendente. La scelta dell’autore di voler reiterare e basare l’intera opera su delle scene di routine dà una dimensione del malato rapporto tra il tossicodipendente e la droga, a cui il regista alterna senza un ordine cronologico ritratti di vita passata che scolpiscono questo rapporto padre-figlio. Non convince pienamente lo stile con cui tutto l’intreccio viene raccontato, come già detto eccessivamente americano, votato alla necessaria commozione, all’esagerazione, ad un racconto che volontariamente è spinto a caricare emotivamente lo spettatore.

Fiore all’occhiello dell’intero progetto è sicuramente il sublime lavoro dei protagonisti. Chalamet sveste i panni di Elio e calza perfettamente quelli di Nicholas, cogliendo tutte le sfumature del personaggio, ogni aspetto della sua evoluzione nella narrazione del film. Carell, invece, si conferma un attore camaleontico nell’interpretare il sofferente e tenace padre David. Da apprezzare è anche la prova di Maura Tierney, seconda moglie di David e matrigna di Nic, materna e dignitosa nell’affiancare l’amato David a lottare per la vita del figlio. La colonna sonora, che spazia dal rock al classico, si incastra perfettamente al racconto, accentuando la percezione dello spettatore.

Beautiful Boy

valutazione globale - 7

7

Buon film, a volte eccessivo, supportato da un cast brillante

User Rating: 4.7 ( 1 votes)

Beautiful Boy: curiosità dal festival

Il film si basa sui libri dello stesso David Sheff, giornalista, che ha raccontato l’esperienza sua e della sua famiglia con la tossicodipendenza del figlio Nicholas. Il regista Van Groeningen è rimasto talmente colpito dalla storia da sceglierla come soggetto del suo primo film americano.

beautiful boyQuando, nel 2014, ho letto i libri di memorie scritti rispettivamente da David Sheff, il padre, e da suo figlio Nic, sono rimasto molto colpito, a livello quasi viscerale. Ciò che David e Nic hanno scritto, si basa sulle proprie esperienze personali, fatte di miglioramenti e ricadute, ma anche di  gioia, innocenza, e amore. All’inizio, pensano di possedere tutti gli strumenti necessari per gestire la dipendenza di Nic, per “risolverla”. In realtà non è così, ma impareranno molto nel corso di questa esperienza. Col passare del tempo, ci sono momenti in cui perdono il controllo, in cui si rendono conto che il problema della tossicodipendenza minaccia di intaccare ogni fibra della loro vita.

Il regista ha conosciuto David e Nic Sheff, che hanno accettato dopo aver visto Alabama Monroe, e ha osservato la loro quotidianità per cogliere le sfumature dei loro personaggi.

Ci siamo presi immediatamente – dice il regista – Ho capito di aver ottenuto la loro fiducia perché avevano visto i miei film precedenti ed erano certi che fossi la persona giusta per raccontare la storia. Tuttavia, nel corso del tempo, abbiamo costruito un legame molto personale.

Lo stesso David si è detto onorato di aver avuto la possibilità di lavorare e collaborare con un autore come Van Groening.

David, infine, ha apprezzato la scelta di Carell per interpretare il suo ruolo.

Steve Carell è un genio comico – dice – Recentemente è apparso in film drammatici come Foxcatcher: Una storia americana e La grande scommessa, che ho adorato. Mi sono sentito onorato quando ho saputo che avrebbe fatto questo film.

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