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Les affamés

Les affamés: recensione del zombie movie al TFF 35

Les affamés è un film di genere postapocalittico con declinazione zombie in arrivo direttamente dal Festival di Toronto e sbarcato in Italia al Torino Film Festival, nella sezione Afterhours, tipicamente dedicata (anche se non esclusivamente) al genere horror o splatter.

Les affamés: sinossi

L’apocalisse zombie è arrivata e diversi gruppi di sopravvissuti si aggirano per i boschi del Canada alla ricerca di una sempre più difficile salvezza, tra capanni abbandonati, selve infestate da non morti e cave disastrate. Piano piano i diversi gruppetti si ritrovano ma con sempre più membri che rimangono “indietro”

Les affamés: le nostre impressioni

Les affamés

Gli zombie sono sempre stati un tema molto caro alla filmografia, da Romero in poi, e recentemente anche alla televisione grazie al fenomeno commerciale di The Walking Dead, seguita da altri prodotti meno noti ma con idee a volte più originali (Dead Set, In the flesh) e quindi ultimamente è un argomento diventato mainstream, vantando quindi un’offerta abbastanza ampia, se comprendiamo anche la letteratura. In questo contesto, approcciandosi ad un film che arriva a ben due festival cinematografici internazionali, ci si aspetta qualcosa di ben fatto o innovativo e, purtroppo, entrambe le aspettative non vengono ripagate.

Certo, Les affamés in alcuni tratti riesce a tenere alta la tensione, anche se grazie a classici espedienti scenici, ma questi momenti non durano mai molto e il resto del film, dal punto di vista tecnico e contenutistico risulta decisamente deludente.

Les affamésLes affamés è stato realizzato con un budget molto risicato e si vede: le ambientazioni sono tutte nei boschi e in capanni abbandonati, con costi quindi rasenti lo zero, e gli zombie sembrano più persone sporche e con abiti stracciati (ma nemmeno tanto, forse se li erano portati le comparse da casa) che dei veri e propri morti. Gli stessi effetti speciali sono da b-movie classico, con molte scene cruente che avvengono fuori schermo e forse è meglio, perché quando mostrano qualcosa di tendenzialmente splatter si notano proprio gli effetti da festa di paese.

La trama presenta buchi notevoli, tutti frutto delle necessità di produzione o di far andare le cose in un certo modo, ma risultano decisamente insensati allo spettatore, che non si capacita di queste persone che vagano nei boschi fitti, mettendosi palesemente a rischio, o che si trascinano dietro inutili fisarmoniche (cosa diavolo centra una fisarmonica in un apocalissi zombie?). Non aiutano i dialoghi, scarni e scialbi, come non aiuta chi li pronuncia, attori spesso alle prime armi (o ripresi da serie tv canadesi, quindi alle prime armi) che non sono proprio portati per il mestiere.

Anche alcune trovate che vorrebbero richiamare il senso originario dello zombie filmico, ossia la metafora della società consumistica, con degli zombie che impilano altissime cataste di sedie e rifiuti, appaiono talmente fuoriluogo e insensati da creare più risate nel pubblico che brividi citazionistici.

Les affamés

valutazione globale - 5

5

B-movie

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Les affamés: un giudizio in sintesi

Les affamésLes affamés non è certo un film che rimarrà nella storia del genere, anzi, può benissimo essere considerato “saltabile”, sempre che non siate talmente amanti di questi film da guardare tutti i b e c movie a riguardo.

Storia poco coerente, realizzazione tecnica dilettantistica, attori improvvisati e solo pochi momenti di tensione creati grazie ad escamotage scenici molto elementari sono la quota stilistica di un film che verrà dimenticato abbastanza in fretta, dai pochi che lo vedranno.

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About Andrea Sartor

Cresciuto a pane (ok, anche qualche merendina tipo girella o tegolino... you know what I mean... ) e telefilm stupidi degli anni 80 e 90, il mondo gli cambia con Milch, Weiner, Gilligan, Moffat, Sorkin, Simon e Winter. Ha pianto davanti agli uffici dell'HBO. Sogno nel cassetto: pilotare un Viper biposto con Kara Starbuck Thrace e uscire con Number Six (una a caso, naturalmente). Nutre un profondo rispetto per i ragazzi e le ragazze che lavorano duramente per preparare gli impagabili sottotitoli. Grazie ragazzi, siete splendidi

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