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Le ultime 24 ore

Le ultime 24 ore – La recensione del nuovo film con Ethan Hawke

Approda nelle sale italiane Le ultime 24 ore, secondo lungometraggio di Brian Smrz con protagonista Ethan Hawke.

Le ultime 24 ore: la sinossi

Le ultime 24 oreTravis Conrad (Ethan Hawke) è un agente speciale che lavora per conto della Red Mountain, una potente organizzazione statunitense che conduce operazioni ai limiti della legalità. Dopo aver perso la moglie ed il figlio, Travis decide di accettare un incarico milionario: deve uccidere un testimone prima che egli arrivi a deporre contro la stessa Red Mountain. Nel corso dell’operazione egli viene assassinato, ma la Red Mountain lo riporta in vita per ventiquattro ore. Nel corso di questa brevissima seconda vita, Travis verrà a conoscenza di terribili verità, e dovrà scegliere da che parte schierarsi in un bagno di sangue senza esclusione di colpi.

Le ultime 24 ore: le nostre impressioni

L’esordio cinematografico di Brian Smrz, noto stuntman, rivela profonde pecche sotto ogni aspetto. Le ultime 24 ore si colloca nella sterminata galassia dei film d’azione con (sbiaditissime) venature thriller, nei quali il canovaccio tematico è sempre il medesimo: il protagonista, affranto per la scomparsa di moglie e figlio ed ignaro di macchinazioni ben più grandi di lui, accetta un incarico durante il quale prende consapevolezza della verità. Ne diventa così agente e difensore, riscattando la sua vita nella più classica delle “seconde opportunità”.

Le ultime 24 oreLo spettatore anche solo mediamente avvezzo a certi tipi di pellicola avverte con disarmante immediatezza quale sarà l’intreccio della storia, e persino quali saranno i presunti colpi di scena. A nulla serve farcire la storia con l’immancabile e stucchevole vicenda del figlio ucciso, che compare nel corso della vicenda sotto forma di allucinazioni, ricordi o prolessi. Quello dell’eroe che anela solo il ricongiungimento nell’altro mondo con gli affetti scomparsi, è un espediente trito e ritrito. Così come la vicenda filmica, che fin troppo provvidenzialmente offre al personaggio la stessa, identica possibilità di riscatto, concedendogli una chance di espiazione per le passate manchevolezze con un’altra madre e un altro bambino, che gli ricordano i propri cari. Riteniamo che nemmeno il più distratto e ottuso degli spettatori vada accompagnato per mano in questa maniera.

Se il messaggio di fondo è ovvio, “statunitense” – nella sua accezione meno nobile – e retorico, nemmeno la resa cinematografica de Le ultime 24 ore corre in soccorso di un film che appare come un’impresa disperata sin dall’inizio. Persino il timer che Travis ha installato nel braccio è stato già visto nel film di Andrew Niccol In Time. Tuttavia apprezziamo l’inventiva di Smrz, che quantomeno si è premurato di porre il terribile dispositivo sottocutaneo nella parte interna dell’avambraccio. Questo conto alla rovescia, questa specie di memento mori, innesca una corsa contro il tempo con inderogabile scadenza di ventiquattro ore. Ma alla fine, più che incalzati dalla fine imminente, si resta soltanto increduli della mole di lavoro sporco, di sconvolgimenti emotivi, di uccisioni, di operazioni ed inseguimenti che Travis è capace di compiere in così poco tempo. L’impressione è quella di essere davvero ai limiti delle terrene possibilità fisiche di un essere umano.

Le ultime 24 ore

Se in Matrix la sequenza del duello finale tra i buoni ed i cattivi era svolta effettivamente da uomini e macchine, traendo da ciò stesso le ragioni della sua indubbia spettacolarità, le scene finali del film di Smrz, che ricordano vagamente quelle della pellicola del duo Wachowski, rivelano personaggi caricaturali: cattivi fin troppo imbranati contro un eroe che di credibile non ha nulla, nemmeno il physique du rôle. Ralenti e movimenti di macchina estrosi non risvegliano mai dal torpore e dall’incredulità di quanto si vede sullo schermo.

Con una sceneggiatura desolante, nella quale persino le battute più profonde tendono involontariamente al grottesco, Ethan Hawke cala a picco con una recitazione compassata, monotona, senza alcun picco emotivo. Appesantito e stanco, sembra anche lui voler arrivare nel minor tempo possibile alla fine della vicenda, quando lo vediamo ricongiungersi alla famiglia nell’aldilà luminoso, declinato nell’immancabile scena finale in riva al mare. Ci sembra invece più che opportuno tacere sulla prova della coprotagonista, Xu Qing, prima temibile e spietata avversaria e successivamente, nel volgere di pochi minuti, alleata di Travis. Un clamoroso passo falso, il suo, che ci auguriamo possa essere presto oscurato da nuove e più ispirate interpretazioni.

Le ultime 24 ore

valutazione globale - 4

4

Scialbo, retorico e stucchevole.

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Le ultime 24 ore: le nostre impressioni

Le ultime 24 oreBrian Smrz confeziona un prodotto largamente insufficiente sotto ogni punto di vista. Proponendo stereotipi fin troppo abusati (un protagonista che scopre il bene e che vuole agire in suo nome) ed intrecci narrativi ovvi sin dall’inizio (i nemici non sono affatto quelli che si aspettava), Le ultime 24 ore risulta un film fin troppo stucchevole nel suo “americanismo”. Il sentimentalismo non paga sempre, men che meno quando non è sostenuto né da una sceneggiatura originale, né da attori particolarmente ispirati. Senza una fotografia degna di nota, anche Ethan Hawke sprofonda nell’abisso di una pellicola uguale a tante, troppe altre.

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About Vito Piazza

Tutto inizia con Jurassic Park, e il sogno di un bambino di voler "fare i film", senza sapere nemmeno cosa significasse. Col tempo la passione diventa patologica, colpa prevalentemente di Kubrick, Lynch, Haneke, Von Trier e decine di altri. E con la consapevolezza incrollabile che, come diceva il maestro: "Se può essere scritto, o pensato, può essere filmato".

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