Approda nelle sale italiane Le ultime 24 ore, secondo lungometraggio di Brian Smrz con protagonista Ethan Hawke.
Le ultime 24 ore: la sinossi

Le ultime 24 ore: le nostre impressioni
L’esordio cinematografico di Brian Smrz, noto stuntman, rivela profonde pecche sotto ogni aspetto. Le ultime 24 ore si colloca nella sterminata galassia dei film d’azione con (sbiaditissime) venature thriller, nei quali il canovaccio tematico è sempre il medesimo: il protagonista, affranto per la scomparsa di moglie e figlio ed ignaro di macchinazioni ben più grandi di lui, accetta un incarico durante il quale prende consapevolezza della verità. Ne diventa così agente e difensore, riscattando la sua vita nella più classica delle “seconde opportunità”.

Se il messaggio di fondo è ovvio, “statunitense” – nella sua accezione meno nobile – e retorico, nemmeno la resa cinematografica de Le ultime 24 ore corre in soccorso di un film che appare come un’impresa disperata sin dall’inizio. Persino il timer che Travis ha installato nel braccio è stato già visto nel film di Andrew Niccol In Time. Tuttavia apprezziamo l’inventiva di Smrz, che quantomeno si è premurato di porre il terribile dispositivo sottocutaneo nella parte interna dell’avambraccio. Questo conto alla rovescia, questa specie di memento mori, innesca una corsa contro il tempo con inderogabile scadenza di ventiquattro ore. Ma alla fine, più che incalzati dalla fine imminente, si resta soltanto increduli della mole di lavoro sporco, di sconvolgimenti emotivi, di uccisioni, di operazioni ed inseguimenti che Travis è capace di compiere in così poco tempo. L’impressione è quella di essere davvero ai limiti delle terrene possibilità fisiche di un essere umano.
Se in Matrix la sequenza del duello finale tra i buoni ed i cattivi era svolta effettivamente da uomini e macchine, traendo da ciò stesso le ragioni della sua indubbia spettacolarità, le scene finali del film di Smrz, che ricordano vagamente quelle della pellicola del duo Wachowski, rivelano personaggi caricaturali: cattivi fin troppo imbranati contro un eroe che di credibile non ha nulla, nemmeno il physique du rôle. Ralenti e movimenti di macchina estrosi non risvegliano mai dal torpore e dall’incredulità di quanto si vede sullo schermo.
Con una sceneggiatura desolante, nella quale persino le battute più profonde tendono involontariamente al grottesco, Ethan Hawke cala a picco con una recitazione compassata, monotona, senza alcun picco emotivo. Appesantito e stanco, sembra anche lui voler arrivare nel minor tempo possibile alla fine della vicenda, quando lo vediamo ricongiungersi alla famiglia nell’aldilà luminoso, declinato nell’immancabile scena finale in riva al mare. Ci sembra invece più che opportuno tacere sulla prova della coprotagonista, Xu Qing, prima temibile e spietata avversaria e successivamente, nel volgere di pochi minuti, alleata di Travis. Un clamoroso passo falso, il suo, che ci auguriamo possa essere presto oscurato da nuove e più ispirate interpretazioni.
Le ultime 24 ore
valutazione globale - 4
4
Scialbo, retorico e stucchevole.
Le ultime 24 ore: le nostre impressioni

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