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Fahrenheit 451: la recensione del film HBO con Michael Shannon

Arriva su Sky Fahrenheit 451, film HBO scritto e diretto dal regista Ramin Bahrani. Presentato all ultimo Festival di Cannes nella sezione Proiezioni di mezzanotte, vede come protagonisti Michael B.Jordan, Micheal Shannon e Sofia Boutella e porta sul piccolo schermo un nuovo adattamento dell’omonimo capolavoro letterario del 1953 di Ray Bradbury, dopo l’impresa tentata nel 1966 da un giovane  François Truffaut.

Fahrenheit 451: la sinossi

FAHRENHEIT 451451 gradi Fahrenheit: questa è la temperatura alla quale brucia la carta. In un futuro non troppo lontano, dove la libertà di pensiero è considerata una minaccia all’armonia e alla felicità della popolazione, i vigili del fuoco, invece di spegnere gli incendi, hanno il compito di dare alle fiamme tutto ciò che potrebbe mettere a rischio l’apparente serenità degli esseri umani. I libri prima di tutto. È questo il compito del vigile del fuoco Guy Montag (Michael B. Jordan), sotto lo sguardo sempre vigile del suo capitano e guida Beatty (Micheal Shannon). Ma non tutto è perduto. Un gruppo di resistenti sta lottando per mettere in salvo ciò che resta della cultura umana. Sarà proprio l’incontro di Montag con la giovane Clarissa (Sofia Boutella), ribelle impegnata nella missione di salvare i libri dalle fiamme, a metterne in discussione ogni certezza e l’incrollabile fiducia nella sua missione.

Fahrenheit 451: le nostre impressioni

FAHRENHEIT 451Approda sul piccolo schermo l’adattamento di Fahrenheit 451, il capolavoro letterario pubblicato da Ray Bradbury nel 1953. La distopia politica descritta dall’autore statunitense, in cui, nella peggiore delle società che si possa immaginare, i libri vengono bruciati, era già stata adattata per il cinema da un giovane François Truffaut. Ci prova di nuovo il regista iraniano Ramin Bahrani con una versione tutta hollywoodiana, ambientata in un non meglio precisato futuro, la cui attualizzazione sociale fa evidentemente riferimento alle più recenti derive sovraniste e al futuro spalancato dalla realtà virtuale.

In un mondo, dove farsi delle domande condanna all’infelicità permanente, l’unico modo di sopravvivere sembra essere smettere di porsele. Per riuscirci ci sono un nutrito gruppo di vigili del fuoco che invece di spegnere gli incendi hanno la missione di appiccarli ogniqualvolta si venga a conoscenza dell’esistenza di qualcuno che tenti di mettere in salvo il pensiero umano raccolto nei libri. Insomma le premesse per fare di questo TV Movie un’opera riuscita c’erano tutte, peccato che nel film di Bahrani manchi proprio quella complessità che Bradbury voleva mettere in salvo nel suo romanzo. Siamo di fronte infatti a un classico action movie in stile pienamenteFAHRENHEIT 451 americano, che, tra lanciafiamme, inseguimenti, atmosfere buie e asfissianti, non è capace di andare davvero al nocciolo della storia. Anche le dinamiche narrative con le quali viene sviluppato il plot non convincono fino in fondo.

Il vigile Guy Montag (Michael B. Jordan) svolge con convinzione la sua missione di distruzione/salvazione sotto la guida del suo mentore, Beatty, un validissimo Micheal Shannon. Questo fino a quando l’amore per una giovane ribelle non lo porta in maniera decisamente troppo repentina a mettere in discussione tutto, fino a rischiare la sua stessa vita per mettere in salvo l’Omnis, ossia l’archivio virtuale nel quale sono state raccolte tutte le opere del pensiero umano. Questa divisione manichea tra giusti e sbagliati, tra omologazione e ribellione, racconta ben poco dell’interiorità dei personaggi, che risultano troppo appiattiti nei loro ruoli.

FAHRENHEIT 451Onore al merito per Micheal Shannon, sembra credibile nei panni del cattivo della situazione; meno riuscita l’interpretazione di Michael B. Jordan, lo stesso per Sofia Boutella, il cui carattere è appena abbozzato, pur rappresentando la chiave di volta nell’evoluzione della storia. Esteticamente il film funziona, ma purtroppo la forma non è fino in fondo la premessa di una narrazione altrettanto incisiva. Apprezzabile l’idea di adattare la distopia di Bradbury a un mondo dove tutto si misura in termini di like su maxi schermi che fanno della connessione mainstream la cifra esistenziale di una collettività in cui il concetto di privacy sembra essere stato archiviato per sempre. Insomma, gli spunti e le idee sono molte ma nessuna viene sviluppata fino in fondo.

Ed è davvero un’occasione persa perché oggi, nell’era della democrazia 4.0, la riflessione fatta già nel 1953 da Bradbury risulta quanto mai tristemente attuale.

Fahrenheit 451

Valutazione globale

Un film con un potenziale sprecato

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Fahrenheit 451: giudizio in sintesi

FAHRENHEIT 451Fahrenheit 451, TV Movie, firmato HBO, del regista Ramin Bahrani è un film potenzialmente valido ma che all’atto pratico si perde nei rivoli di un fin troppo classico action movie in pieno stile hollywoodiano. Un adattamento del libro di Bradbury che non aggiunge nulla a quanto già letto e visto e che anzi sorvola forse con troppa facilità su temi che avrebbero richiesto ben altro spessore analitico. Valide le performance degli attori, in modo particolare quella di Micheal Shannon, ancora una volta nei panni del cattivo che mina il lieto fine della storia. Ma a parte questo, la visione del film non si distingue per nulla di particolarmente rimarchevole.

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About Biancamaria Majorana

Scrittrice occasionale, irriducibile amante del cinema e delle serie TV, ma sopratutto curiosa per vocazione. Ho scoperto il cinema che non ero più piccolissima, ma ho fatto del mio meglio per recuperare il gap e oggi consumo voracemente film e serie televisive ogniqualvolta mi sia possibile. Non sono certa di nulla, ma di una cosa sono sicura: abbiamo tanto bisogno di storie, se belle ancora meglio!

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