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Chernobyl: recensione della miniserie

Chernobyl: recensione della miniserie firmata HBO

Chernobyl è uscita negli Stati Uniti tra il 6 Maggio e il 3 Giugno e ripercorre gli eventi attorno al terribile incidente nucleare avvenuto il 26 Aprile 1986. La miniserie che porta la firma di HBO è interpretata da un cast d’eccezione, con Stellan Skarsgård, Jared Harris e Emily Watson.

Chernobyl: sinossi

26 Aprile 1986, la notte in cui la terrà tremò. La serie racconta e spiega i momenti salienti che precedettero e specialmente quelli che seguirono il disastro, affrontando la delicatissima questione da più punti di vista. L’esplosione del reattore 4 della centrale di Chernobyl, nell’attuale Ucraina, nell’allora URSS. La gestione dell’emergenza, lo spegnimento dell’incendio, le conseguenze immediate dell’evento, l’evacuazione delle zone circostanti e altro ancora. Per far questo, vengono seguiti da vicino gli eroi, i martiri, le vittime di ogni singolo intervento che ha determinato la salvezza dell’Europa così come la conosciamo.

Chernobyl: le nostre impressioni

Chernobyl: recensione della miniserie

In pochissimi ed intensi episodi vengono ripercorsi gli eventi di poco precedenti e successivi all’incidente nucleare più tristemente noto della storia contemporanea. Ciascuno di essi rappresenta un pugno nello stomaco per chi ha potuto (e voluto) finora soltanto immaginare cosa fosse successo quella fatidica notte, i giorni successivi e i mesi seguenti. Chernobyl trova la sua forza e la sua potenza in due cruciali idee narrative che vengono affrontate e contestualizzate con cura nella situazione socio-politica del regime sovietico: questa potentissima miniserie tematizza fortemente l’attrito tra la verità e la bugia e ci fa percepire l‘impatto che ha avuto e che avrà per anni un singolo evento, che vede come unico responsabile proprio l’uomo.

Chernobyl: recensione della miniserie

Ciò che si prefigge la serie è raccontare infatti con chiarezza quella che si configurò come una lotta durissima tra ciò che stava succedendo davvero e le versioni distorte funzionalmente da chi poteva vantare un certo tipo di potere. In questo senso è terribilmente realistica la ricostruzione del clima politico di oppressione e repressione ideologica e di occultamento dei dati “scomodi” per il regime sovietico. Tali operazioni infatti, se protratte per più tempo e attraverso le persone avrebbero potuto causare un disastro di carattere inimmaginabile. In prima istanza è proprio questo il problema sollevato dalla serie: nessuno aveva idea di cosa stesse realmente accadendo, di come andasse gestita tale emergenza, di quale entità sarebbero potute essere le conseguenze. Per questo il lavoro di ricerca protratto dai protagonisti viene descritto con precisione e grande enfasi, perché quelle menzogne che venivano spacciate per verità avrebbero potuto essere fatali anche per gli stessi carnefici. “What is the cost of lies?” si chiede Valerij Legasov, il fisico nucleare che riconobbe per primo della gravità di una situazione senza precedenti, lo stesso che per tanto tempo si era trovato in difficoltà nel gestire la verità in un gioco-forza con il sistema. L’intervento immediato che egli organizzò grazie alla collaborazione con il politico Boris Shcherbina e la collega Ulana Khomyuk fu fondamentale per il contenimento dei danni già di per sé devastanti per quelle zone dell’Est Europa.

Chernobyl: recensione della miniserie

Dalla serie emerge con grandissima forza il problema dell’impatto dell’incidente sulle vite umane e sul (non) futuro di quest’ultime. Non solo ogni singolo gesto e decisione vengono raccontati come determinanti in senso negativo e positivo, ma ciò che colpisce maggiormente è il corollario di problematiche che le persone coinvolte nella risoluzione di tale catastrofe hanno dovuto gestire e far gestire da terzi, spesso (ma non sempre) con la (auto)consapevolezza di star sacrificando la propria vita assieme a centinaia di altre persone. Dai pompieri che senza alcun tipo di protezione avevano cercato di domare le fiamme alle persone mandate su uno dei tetti della centrale con delle armature in piombo a spostare a mano i detriti di grafite; dai volontari inviati all’interno della centrale poche ore dopo l’esplosione ai minatori incaricati di scavare sotto quest’ultima per evitare un secondo e devastante disastro nucleare; dai ricercatori presenti nella sala di controllo del reattore in quei momenti fatidici all’evacuazione forzata di migliaia di persone; dagli infermieri costretti a sacrificare la propria vita pur di assistere le persone devastate dallo stretto contatto con le radiazioni al dramma vissuto dalle persone incaricate di sterminare gli animali nella zona circostante.

Chernobyl: recensione della miniserie

Chernobyl entra nel dettaglio, spiega con cura, fa rabbrividire, mostra gli effetti di quell’esplosione radioattiva sulla carne umana e nelle vite dei protagonisti. Chernobyl racconta la tragedia umana di persone che combattono contro un nemico invisibile e imprevedibile, un male che non si può vedere se non nei suoi effetti agghiaccianti, ma non propriamente quantificabili. Per farlo si avvale di una regia molto efficace, di una fotografia che predilige le tinte grigiastre, cupe, scure, di una sceneggiatura solida che crea un collante molto solido tra le vite di personaggi molto diversi e distanti e che avvalora ogni singola parola pronunciata all’interno di un’idea narrativa composita e molto efficace. La colonna sonora è essenziale, scarna, a tratti ricorda il tema di Jaws, con il quale si può dire che condivida la questione dell’invisibilità del pericolo, il quale si manifesta frequentemente a livello sonoro con rumori graffianti che da sottofondo diventano spesso pervasivi. Con una ricostruzione accurata e brutale, dunque, veniamo trascinati in un’esplorazione degli eventi e delle scelte che hanno portato alla catastrofe nucleare e che l’hanno parzialmente arginata. Al centro di questi due poli troviamo un denominatore comune: l’uomo, che con le sue bugie è in grado non solo di compromettere la buona riuscita di un esperimento, ma di distruggere se stesso.

Chernobyl

valutazione globale - 8

8

Una serie agghiacciante e durissima, ma terribilmente importante

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Chernobyl: un giudizio in sintesi

La visione di questa miniserie è certamente poco piacevole. Sia le immagini sia i dialoghi dei personaggi sono portatori di contenuti molto pesanti, sia a livello visivo sia a livello ideologico. Ma è necessario essere consapevoli di questo per poter apprezzare il pugno nello stomaco che la serie, già diventata un cult in America, vuole trasmettere. La gestione del materiale è sorretta da una sceneggiatura solida e da una regia molto curata, che ci fa entrare nel vivo delle vicende drammatiche nel quale le persone che sono intervenute erano non tutte a conoscenza del loro sacrificio. Tra il pompiere che si espone al reattore in fiamme e il ricercatore che spiega al politico le esatte conseguenze che quelle radiazioni avranno su di loro corre un abisso di conoscenze e consapevolezza, ma si trovarono tutti ugualmente coinvolti nella stessa tragedia. Chernobyl però non cade in patetismi molto facili vista la portata dell’evento. Il merito perturbante della serie è quello di voler offrire un quadro quanto più completo di quei momenti, dagli incontri tra gli esponenti di stato con Michail Gorbachev a quelli con le vittime devastate sui lettini dell’opedale. Si tratta di un prodotto importante, che vuole raccontare, fare chiarezza e rendere omaggio a tutti quegli individui coinvolti in un incidente devastante, causato da fatali errori e da bugie umane.

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