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valerian mille pianeti

Valerian e la città dei mille pianeti: la recensione del film di Luc Besson

La nostra recensione di Valerian e la città dei mille pianeti, nuovo film di Besson, un giocattolo piacevole da guardare, ma senza nessuna aspettativa che ci lasci qualcosa.

Valerian e la città dei mille pianeti, la sinossi

valerian mille pianeti

Il maggiore Valerian, in coppia con la sua compagna, il sergente Laureline, è uno dei migliori agenti della federazione galattica, giovane, spericolato, belloccio e un soldato che porta a casa sempre la sua missione. In seguito al recupero di un manufatto, nel bel mezzo di un’indagine, i due soldati però si trovano a dover risolvere un mistero che è molto più grande di quello in cui pensavano di essersi imbattuti e la situazione li trascinerà in mille avventure insolite e spericolate.

Valerian e la città dei mille pianeti, le nostre impressioni

Valerian e la città dei mille pianeti è puro entertainment, non vuole essere molto di più, anzi, il film viaggia col pilota automatico nei canoni della space opera più leggera e scanzonata, con qualche faciloneria di trama e spesso indulgendo sull’aspetto “giocattolo” del cinema fatto di effetti speciali e scene “esplosive”, però basta prenderlo per quello che è, e alla fine si può tranquillamente ammettere che è un film fatto bene, che intrattiene lo spettatore e gli fa passare un paio d’ore scanzonate in sala, con gli occhi saltuariamente sommersi da colori e da vorticose immagini.

valerian mille pianetiNon c’è messaggio, non aspettatevelo, a meno che non consideriate “è brutto fare genocidi” un messaggio, ma potremmo azzardare che ce l’avevamo già, ripassa e sarai più fortunato, ma per il cinefilo più incallito, o per il nerd fantascentifico, Valerian è un concentrato, se non addirittura un accumulo ogni tanto, di citazionismo di genere, partendo dai più storici Star Trek e Star Wars, fino ad arrivare al prodotto di casa (Il quinto elemento) senza tralasciare un omaggio alla più bella serie fantascentifica televisiva, Battlestar Galactica, della quale riceviamo in omaggio una versione dark dei temibili Cyloni.

Il citazionismo e la leggerezza sono sicuramente il tono brioso di questo film che altrimenti si perderebbe in un mare di “già visto” e di situazioni in cui la sospensione d’incredulità viene stirata fin quasi a raggiungere il punto di rottura, però così l’equilibrio tiene per queste due ore in cui non viene richiesto nessun particolare impegno allo spettatore.

La parte tecnica, d’altrocanto, è sicuramente ben curata e gli effetti sono spesso ottimi, anche se qualche volta si rischia l’ipertrofia, ma non ne facciamo certo una malattia, mentre non si può giudicare più di tanto la prova attoriale, che è un po’ figlia di dialoghi non troppo ragionati e abbastanza banali, tanto da far risplendere maggiormente gli occhi di Cara Delevingne, molto più del mistero poco misterioso del film.

Valerian e la città dei mille pianeti

Valutazione globale - 6.5

6.5

un buon entertainment

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Valerian e la città dei mille pianeti, curiosità sul film

 

Valerian e la città dei mille pianeti è tratto da un comics di cui il regista era accanito fan da ragazzino, tanto da avere da lungo tempo nei suoi sogni il progetto di portarlo al cinema. La passione per questo fumetto, a detta dello stesso autore, ha avuto una grande influenza sulla sua formazione. valerian mille pianetiBesson ha dichiarato ” Questo tipo di fumetti mi ha formato. Vivevo in campagna e, fuori dalla finestra, vedevo solo mucche. Volevo scappare ma ogni mercoledì era il turno di Valerian e Laureline. Ha costruito la mia immaginazione e il mio senso estetico”.

Questo film, e lo si vede dagli effetti speciali, è il più costoso mai realizzato dal cinema europeo e vorrebbe, nella mente del regista e dei produttori dare inizio ad una saga cinematografica. Il destino di questa idea resta nelle mani del pubblico che, però, quantomeno nei Paesi in cui è già uscito (ed essendo noi italiani, questo significa quasi tutti), non sembra aver voluto premiare lo sforzo di Besson, portando anzi gli incassi a decretarne un quasi sicuro flop (e una molto probabile fine dopo il primo film),

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About Andrea Sartor

Cresciuto a pane (ok, anche qualche merendina tipo girella o tegolino... you know what I mean... ) e telefilm stupidi degli anni 80 e 90, il mondo gli cambia con Milch, Weiner, Gilligan, Moffat, Sorkin, Simon e Winter. Ha pianto davanti agli uffici dell'HBO. Sogno nel cassetto: pilotare un Viper biposto con Kara Starbuck Thrace e uscire con Number Six (una a caso, naturalmente). Nutre un profondo rispetto per i ragazzi e le ragazze che lavorano duramente per preparare gli impagabili sottotitoli. Grazie ragazzi, siete splendidi

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