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Troppa grazia

Troppa grazia: recensione del film di Gianni Zanasi con Alba Rohrwacher

Troppa grazia è il sesto film del regista Gianni Zanasi. Presentato al Festival di Cannes 2018 nella sezione Quinzaine des Rèalisateurs ha vinto il Premio Europa Cinema Cannes Label.

Troppa grazia: la sinossi

Troppa grazia alba rohrwacherLa trama segue la vicenda di Lucia (Alba Rohrwacher), una geometra di 36 anni con una situazione affettiva complicata – si sta lasciando col compagno Arturo, interpretato da Elio Germano – e altrettanto precaria professionalmente. Riceve da Paolo (Giuseppe Battiston), l’incarico di effettuare dei rilevamenti catastali su un terreno sul quale dovrebbe essere costruito una sorta di resort chiamato “L’onda”. Emergono presto delle irregolarità, e Lucia, seppur combattuta, vorrebbe mettere comunque la propria firma in calce al documento perché non si sente abbastanza forte per creare problemi al progetto. Un giorno, però, mentre è con un collega sul terreno per ultimare il suo lavoro si imbatte nella bizzarra presenza di una donna con un velo che sembra essere apparsa letteralmente dal nulla, e che la spinge a rivedere le sue posizioni.

Troppa grazia: le nostre impressioni

alba rohrwacherIl lavoro di Zanasi produce un risultato notevole. Troppa grazia è un film in grado di intrecciare tematiche diverse (la coppia, il mistero del sacro contrapposto all’utilitarismo cinico della società dei consumi, l’ambientalismo), con una buona dose di originalità intessendo un cinema intenso e bello da vedere.

Gli studi di filosofia del regista sembrano essere stati meditati in quanto Troppa grazia, più che una commedia, è un film che potremmo definire di pensiero. I costumi e le vicissitudini posti sotto il fuoco dell’obiettivo vengono descritti infatti secondo un occhio critico che si erge a sistema, mettendo in campo una visione della realtà secondo categorie forti.

Il potere salvifico dell’irrazionale è stato smarrito, denuncia Zanasi, e occorre recuperarlo, lo si riscontri nella religione o nel rapporto con la natura preantropizzata, entrambe fonti di un’estasi che prescinde dal calcolo e spinge ad offrire sé stessi spogliandosi del proprio ego. Tutto ciò pare andare oltre i fini della commedia, sebbene in questo film si rida e ci siano momenti in cui il discorso viene alleggerito, senza per questo perdere un grammo della sua efficacia.

Zanasi si giova della grande performance di attori di talento: Alba Rohrwacher ed Elio Germano sono bravissimi. Entrambi danno corpo alla grande, nelle scene che li ritraggono come coppia, a quel sottotraccia irrazionale che spinge uomo e donna, nonostante le differenze siderali che talora li affliggono, al netto di imperfezioni e grettezze, a cercarsi e alla fine a fare dono di sé al di fuori dell’analisi costi benefici che sembra pervadere la realtà. In particolare la Rohrwacher è grandiosa, forza e fragilità campeggiano in un tutto unico nel personaggio che interpreta, folle e lucidissimo allo stesso tempo, sempre credibile e pieno di pathos. Bravo anche Battiston, che non scopriamo certo oggi.

Elio GermanoIl film è bello anche dal punto di vista estetico, le inquadrature che rimangono nella memoria sono più di una, si nota il lavoro fatto per restituire immagini (lasciamo al lettore la curiosità), oltre la media di ciò che si è soliti vedere al cinema. Per semplice analogia visiva e in qualche modo anche tematica, senza spingere troppo sul paragone, viene in mente un autore come Werner Herzog (per esempio Dove sognano le formiche verdi del 1984).

Da sottolineare anche qualche stonatura: in qualche punto la soluzione usata per far scorrere il film sembra un filo estemporanea, ma nel complesso un gran bel film.

Troppa grazia

Valutazione globale - 7.5

7.5

Un gran bel film di pensiero

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Troppa grazia: giudizio in sintesi

alba rohrwacherGianni Zanasi firma un film notevole, che potremmo definire di pensiero per come offre categorie forti nell’interpretazione della realtà prendendo spunto dalla commedia (si ride anche di gusto durante il film), per andare probabilmente oltre, verso il film d’autore. Bravissimi gli attori, su tutti la Rohrwacher che fornisce una grande interpretazione in bilico tra forza e fragilità, registro comico e pathos drammatico. Film bello anche da vedere, con immagini che si trattengono a lungo nella memoria dopo la visione. Qualche stonatura c’è in Troppa grazia, forse un po’ di improvvisazione nella gestioni di alcuni snodi del film, ma sono dettagli che non ne inficiano il valore.

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About Tommaso Perissi

Scopre la magia del cinema d'autore verso la fine degli anni 90 grazie ad una videoteca vicino alla stazione di santa maria novella che offre titoli ancora in vhs...poi frequenta saltuariamente vari cineforum in giro per la città

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