The Post, questo il titolo del nuovo film di Steven Spielberg, con Merly Streep e Tom Hanks nei ruoli di protagonisti. La storia, dedicata al lavoro giornalistico che portò alla pubblicazione dei documenti rivelatori dei rapporti segreti tra il governo americano e il Vietnam tra gli anni quaranta e gli anni sessanta, è quanto mai attuale in un momento in cui i media sono divisi tra fake news e post – verità.
The Post è una storia di ieri che ci fa riflettere sul nostro presente.
In questo senso il film, incentrato in modo particolare sulla decisione del The Washington Post di pubblicare i Pentagon Papers nel 1971, si adatta quanto mai bene anche alle ragioni che animano 
Marly Streep sempre in prima linea per rivendicare maggiore giustizia per le donne.
Meryl Streep è di recente apparsa a un evento al fianco di Spielberg, Tom Hanks, Bob Odenkirk e Bradley Whitford, durante il quale ha espresso le sue perplessità in merito all’indirizzo che sta prendendo la bolla mediatica esplosa attorno alle molestie sessuali denunciate da molte celebrities. “Credo che quanto emerso di recente sia qualcosa di positivo.” – ha detto la Streep –
Ma non credo che ci aspetti, per questo, un futuro roseo. Stiamo facendo due passi avanti e uno indietro. Penso che di questo passo potremmo trovarci presto in vicolo cieco. Ma allo stesso tempo sono convinta che i giovani stiano leggendo questi eventi in un modo diverso rispetto a noi e in ciò ripongo la mia speranza in una reale cambiamento.
The Post non si ferma solo sull’importanza di tutelare il diritto di cronaca. La storia infatti diventa anche un momento per riflettere in merito alle diseguaglianze di genere ancora molto forti nella nostra società e alla volontà graduale di superarle.

The Post e verità che vengono a galla
Spielberg ha parlato invece del #MeToo movement definendolo uno “tsunami di verità e resa dei conti”, capace di determinare una incrinatura del sistema.
Se queste donne coraggiose si stanno facendo avanti, rivelando verità nascoste per anni e anni, se questa verità sta facendo tremare molti, coinvolgendo figure di diverso profilo, significa che stiamo andando nella giusta direzione. Ciò che era sotterraneo è finalmente emerso alla luce, come una pietra che affiora dall’acqua. Ed è grazie a questo che credo oggi si possa parlare della nascita di un vero e proprio movimento in difesa delle donne.
Accanto a Spielberg e al cast, alla prima del film erano presenti Warren Buffett, Barry Diller, Sally Quinn, Sen. Patrick Leahy (D-Vt.), Chris Wallace, Wolf Blitzer, Bob Woodward, Carl Bernstein, il propietario del Post, Jeff Bezos, Washington Post executive editor Martin Baron, Don Graham, Lally Weymouth e Shelby Coffey. Insieme a loro anche Daniel Ellsberg, l’ex militare americano che trascrisse i Pentagon Papers per farli avere prima al Times e poi al Post, il quale non ha potuto non alzarsi in piedi quando Spielberg lo ha presentato come colui che “ha ispirato la storia del film.”
Spielberg ha inoltre voluto precisare che: “Tutto questo significa molto più di quanto io sia capace di descrivere e rende omaggio a due giganti del giornalismo: Katharine Graham e Ben Bradlee.” I veri protagonisti del film sono infatti le due istituzioni della democrazia americana, ovvero il New York Times e il Washington Post. Il film ha detto il regista è “Una storia di rivalità (tra le due testate Ndr) ma anche di collaborazione reciproca.”
Il film sarà distribuito dalla 21st Century Fox e arriverà nelle sale il 1 febbraio 2018.
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Fonte: Variety
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