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Genius: la terza stagione sarà su Mary Shelley

In arrivo la terza stagione della serie antologica Genius di National Geographic. La rete ha annunciato che il personaggio attorno al quale si svilupperà la stagione sarà Mary Shelley, l’autrice di Frankestein.

Genius: il successo di National Geographic

La prima stagione di Genius è stata un vero successo per National Geographic, totalizzando oltre 45 milioni di spettatori in tutto il mondo. La serie ha ottenuto dieci nomination agli Emmy, una nomination al Golden Globe e una nomination allo Screen Actors Guild Award.

Dopo la prima stagione, improntata sulla figura del fisico Albert Einstein, interpretato da Geoffry Rush, e la seconda stagione che vedeva come protagonista il pittore Pablo Picasso, interpretato da Antonio Banderas, la terza stagione sarà incentrata sulla figura dell’autrice britannica. L’annuncio arriva una settimana prima della première della seconda stagione di Genius, prevista per il 24 aprile. 

La scelta di Mary Shelley per la terza stagione di Genius

“Frankenstein di Mary Shelley ha lasciato un segno indelebile su generazioni di immaginazioni.

Mary Shelley

Altrettanto stimolante è la storia dell’incessante innovazione di Shelley, unita al suo desiderio di vivere secondo i suoi termini anticonvenzionali, nonostante gl’immensi ostacoli socioculturali” ha commentato Carolyn Bernstein, responsabile dello sviluppo e della produzione globale per la National Geographic Global Networks.

Si era già pensato di trovare una figura femminile sulla quale incentrare la seconda stagione, prima che Picasso venisse selezionato. Si era infatti pensato alla scienziata Marie Curie, ma alla fine il genio creativo di Mary Shelly ha prevalso, anche in ragione della drammatica biografia dell’autrice. 

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Mary Shelley fu una vera intellettuale prodigio, votata fin dalla tenera età alla scrittura.

Mary Shelley

Non solo diede vita ad una delle storie più durature dell’età moderna quando era ancora adolescente, ma fu anche una brillante pensatrice e  un’intellettuale radicale, proto-femminista. Fortemente influenzata dalla grande innovazione scientifica e dalle sperimentazioni degli inizi del XIX secolo, la prolifica autrice diede vita a racconti, recensioni e diari di viaggio, contribuendo inoltre alla prima enciclopedia del mondo. Mary Shelley ha sostenuto per la vita la parità dei sessi nel campo creativo e intellettuale e, a dimostrarlo, ci sono rimasti i suoi sei romanzi.

Il più celebre è senza dubbio Frankenstein, che resta a presente una meditazione sofisticata sulle istituzioni sociali e sulla libertà personale. Shelley, grazie al suo racconto ha magistralmente dato vita al genere che può essere definito come horror science-fiction. Con il suo secondo romanzo The Last Man, detiene invece la maternità del genere post-apocalittico.

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Mary Shelley incontra l’amore della sua vita, Percy Bysshe Shelley, all’età di soli 16 anni. La coppia, illegittima, è costretta a darsi alla macchia. Il destino di Mary sarà sempre più tragico: vedrà morire tre dei suoi quattro figli e sopravviverà al suicidio del marito. In puro stile gotico, Shelley conserva  il cuore del suo defunto coniuge. Trascorse poi gli ultimi anni della sua vita a essere assistita dal suo unico figlio sopravvissuto, Percy Florence Shelley, fino a che non morirà di un tumore al cervello all’età di 53 anni.

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Fonte: Deadline

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