Solo – A Star Wars Story è il secondo spin-off della saga ideata da George Lucas e racconta il passato di uno dei personaggi più amati della saga spaziale: Ian Solo.
Solo – A Star Wars Story: la sinossi

Solo – A Star Wars Story: le nostre impressioni

In Solo – A Star Wars Story c’è tutto quello che ci dovrebbe essere in un film di puro intrattenimento: azione, inseguimenti, sparatorie, momenti ironici, guerre stellari. Quello che manca, e non è certo una cosa di poco conto, è una storia che appassioni il pubblico e che si regga da sola sulle proprie gambe per tutte le oltre due ore di durata. Il film, infatti, appare frammentato, senza una ben precisa continuità narrativa.
Solo – A Star Wars Story sembra risentire del cambio in cabina di regia a riprese già avanzate che è passato dalle mani del duo Phil Lord e Chris Miller (fuori per “divergenze creative”) a quelle di Ron Howard, alla prima prova con l’universo di Star Wars. Il regista di Apollo 13 non si sporca le mani fino in fondo e lascia tutto perlopiù in superficie. Howard è molto più attento a rispettare di non tradire la mitologia della saga ideata da George Lucas che a metterci del suo. Tutto questo si traduce con un pathos e un coinvolgimento che stenta a decollare.

C’è chi in questo film ci vedrà un proseguo della marvellizzazione dell’universo di Star Wars da quando quest’ultimo è entrato a far parte della famiglia Disney. Forse potrebbe essere un giudizio troppo affrettato e superficiale, ma il pessimo villan interpretato da Paul Bettany (uno dei personaggi più osceni dell’intero universo di Star Wars) porterebbe a dare un minimo di credito a chi sposa la teoria dell’omologazione dei prodotti marchiati Disney.
Solo - A Star Wars Story
Valutazione globale - 5
5
Privo di pathos e poco coinvolgente
Solo – A Star Wars Story: giudizio in sintesi

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