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Film Minervini Festival dei Popoli

Il ritratto dell’America “nera” di Roberto Minervini inaugura il 59/mo Festival dei Popoli

Sarà il regista Roberto Minervini, tra i cineasti italiani più innovativi e sorprendenti del panorama internazionale, a inaugurare la 59esima edizione del Festival dei Popoli, sabato, 3 novembre, alle 21, al cinema La Compagnia di Firenze (via Cavour, 50/r) con il documentario What you gonna do when the world’s on fire?, un ritratto profondo dell’America “nera” tra razzismo, discriminazioni e sopravvivenza. Al termine della proiezione sarà presente il regista per incontrare il pubblico.

Il documentario presentato alla 75/ma Mostra del cinema di Venezia – con successo di critica e pubblico – è la storia della comunità afroamericana di Baton Rouge in Louisiana che lotta per la sopravvivenza tra le brutali uccisioni di giovani afroamericani compiute dalla polizia e le proteste delle Black Panther. Ne esce il ritratto di un’America dove razzismo e politiche discriminatorie sono drammaticamente all’ordine del giorno. Il film è prodotto da Okta Film, Pulpa Film, Rai Cinema, Shellac Sud, MYmovies.it.

La retrospettiva completa a Minervini, la prima in Italia, dal titolo Il mondo in fiamme (di cui nel catalogo del festival è presente un ampio saggio), è organizzata in collaborazione con IsReal – Festival di Cinema del Reale di Nuoro.

The Deminer Festival dei PopoliLa prima giornata del festival si terrà alla cinema La Compagnia, alle 15, con la nuova sezione KinderDocs e la proiezione di My happy complicated family di Tessa Louise Pope (Paesi bassi, 2017, 17’) sul tema della famiglia moderna in maniera ottimistica attraverso la storia di due adolescenti che parlano con entusiasmo delle proprie famiglie di madri, padri, fratelli. A seguire un corto australiano sulla magia del numero dodici che ha per protagoniste ragazze dodicenni che raccontano allo spettatore il loro mondo ideale: si tratta di A Field guide to Being a 12-year-old girl di Tilda Cobham-Hervey (Australia, 2017, 20’). Segue Hello Salaam di Kim Brand (Paesi bassi, 2017, 16’) sul tema dell’essere profugo grazie alla storia delle madri di due adolescenti volontarie sull’isola di Lesbo.

Alla 16.30 è tempo di Concorso italiano con La regina di Casetta di Francesco Fei (Italia, 2018, 79’). Il film ha per protagonista Gregoria, l’unica ragazzina che vive a Casetta di Tiara, un paesino di soli 10 abitanti sperduto sull’Appennino tosco-emiliano. Tra versi di Dino Campana (il poeta soggiornò qualche giorno nel paese toscano), passaggi di stagione, riti naturali e la caccia al cinghiale, le immagini che compongono la storia accompagnano lo spettatore fino al primo giorno di liceo di Gregoria, momento che segna il suo trasferimento in valle.

Il festival prosegue con l’appuntamento pre-serale alle 18.30 con la proiezione di The Deminer di Hogir Hirori e Shinwar Kamal (Svezia, 2017, 83’), documentario che ha per protagonista Fakhir Berwari, coraggioso colonnello che ha trascorso la vita a disinnescare mine nel Kurdistan iracheno e diventato esperto nel disinnescare ordigni esplosivi con delle pinze da elettricista.

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About Daniele Marseglia

Ricordo come se fosse oggi la prima volta che misi piede in una sala cinematografica. Era il 1993, film: Jurrasic Park. Da quel momento non ne sono più uscito. Il cinema è la mia droga.

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