Arriva nelle sale italiane L‘ora più buia, ultima opera di Joe Wright. Il film, che sarà con ogni probabilità tra i protagonisti della prossima edizione degli Oscar, è già valso a Gary Oldman la conquista del Golden Globe come miglior attore in un film drammatico.
L’ora più buia: sinossi
Maggio, 1940. L’avanzata nazista in Europa occidentale sembra inarrestabile: dopo la conquista del Belgio, i tedeschi si apprestano ad invadere anche la Francia. La Gran Bretagna, ultimo baluardo di libertà, attraversa una grave crisi politica interna, poiché il Primo 
L’ ora più buia: le nostre impressioni
Un biopic rigoroso e dettagliato: questo è L’ora più buia, una fedelissima ricostruzione storica dei drammatici giorni del maggio del ‘40. Giorno per giorno, con uno stile quasi memorialistico, Wright ci conduce letteralmente all’interno delle stanze dei bottoni britanniche, soffermandosi spesso sui momenti di vita quotidiana di Churchill. Tra discorsi infuocati (ripresi alla lettera), scambi di telegrammi e quotidiane preoccupazioni, la trama procede “per contrasto”: mentre fuori i bombardamenti sono incessanti, il destino dell’Europa si va delineando nel silenzio degli uffici governativi. Di qui, la scelta di dar forma ad un’opera centrata più sulla narrazione e ricostruzione delle strategie belliche anziché sulla spettacolarizzazione della battaglia.

In questo senso, tanto il regista, quanto l’ottima coprotagonista Kristin Scott Thomas, elegante come sempre, finiscono loro malgrado e senza alcuna colpa nel calderone un po’ indistinto dei comprimari. Non mancano certo momenti di notevole regia, specie quando la macchina fissa indugia sul volto di Oldman: la scena del primo discorso radiofonico di Churchill è di un’intensità abbagliante.
Uscito a pochi mesi di distanza da Dunkirk di Nolan, il film di Wright ne costituisce in un certo senso il completamento, se non altro dal punto di vista dell’analisi delle strategie belliche inglesi. Ma i parallelismi tra le due pellicole si esauriscono presto, tanta è la differenza di registro. Fornendo il ritratto fedele del personaggio storico, eccentrico, talvolta scorbutico, estemporaneo e poco diplomatico, L’ora più buia gravita soprattutto intorno ad un unico personaggio ed alla sua proverbiale retorica. Retorica che, in più di un’occasione, regala momenti di inaspettata ilarità, che danno una leggera patina (tragi)comica allo svolgimento.
Una menzione a parte merita la colonna sonora di Dario Marianelli, alla sua quinta collaborazione con Wright: ispiratissimo, il compositore italiano dà vita ad una musica enfatica che può essere annoverata a buon diritto tra i coprotagonisti del film.
Un documento storico impreziosito da un’interpretazione straripante.L'ora più buia
valutazione globale - 7
7
L’ora più buia: un giudizio in sintesi

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