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Miss Sloane: la recensione del film con Jessica Chastain

Un film che fa pensare nell’America di oggi, Miss Sloane, con un ritmo in crescendo e una discreta tensione, aiutata dall’ottima performance attoriale.

Miss Sloane, la sinossi

miss sloaneIl film racconta la storia di una lobbista di primo livello che accetta una difficile sfida, passando da uno studio affermato che cura gli interessi di grandi clienti, ad uno studio giovane e arrembante che fa dell’etica la sua bandiera e della lotta contro la proliferazione delle armi da fuoco la sua crociata. Il film andrà a toccare tutte le grandi contraddizioni della società americana, dalla commistione politica-affari, alla piaga delle armi da fuoco, fino ad arrivare al moralismo imperante in contraddizione ad una società per molti versi discutibile.

Miss Sloane, le nostre impressioni

Miss Sloane è un lodevole tentativo di veicolare un messaggio importante ma si presenta come un film che nel suo risultato non può che mostrare le sue due facce. La prima parte risulta estremamente descrittiva e priva di ritmo, figlia della scelta di voler spiegare in ogni singolo dettaglio la complicata situazione della commistione tra politica, lobby e grandi imprese e soffre di un’eccessiva verbosità che scarica sullo spettatore informazioni a volte complesse in dialoghi serrati, ma senza un degno contorno di sequenze di alleggerimento.

miss sloaneIl regista, Madden (Shakespeare in Love, Marigold Hotel), ci prova a dare un po’ di vivacità con un montaggio che prevede un racconto su due binari temporali, ma il risultato continua ad essere molto blando e il film scorre senza grosse impennate, sostenuto specialmente da una Chastain che si porta spesso non solo metaforicamente tutto sulle spalle, ma ne esce decisamente vincitrice.

L’altro difetto di questa prima parte sono proprio i dialoghi che menzionavamo prima, che oltre alla (dovuta) complessità saltuaria, altre volte si presentano un po’ troppo banali e caricaturali, figli di momenti di rilassamento evidente nella scrittura.

L’altro lato della medaglia è però la seconda parte, nella quale il film cambia radicalmente, il ritmo cresce e la storia si fa decisamente interessante, uscendo dallo schema troppo tecnico, e andando su un piano emozionale (complimenti per alcune ottime scene alla brava Gugu Mbatha-Raw) e soprattutto su un piano di costruzione della storia che prevede più interazioni e svolte, fino ad arrivare ad un finale che appare a tratti inaspettato, ma pienamente convincente per la carica di pathos che si porta dietro.

Se la scrittura avesse tralasciato un po’ la necessità di far capire tutto (con qualche spiegone di troppo) e si fosse concentrata maggiormente sulla storia, avremmo avuto un film ottimo dall’inizio alla fine, mentre questo sconta un inizio troppo paludato, pur riscattandosi ampiamente nel prosieguo.

Miss Sloane

Valutazione globale - 7.5

7.5

cresce col tempo

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Miss Sloane, curiosità sul film

Miss Sloane è un film che, come purtroppo spesso accade, arriva molto tardi in Italia, visto che è un film uscito in America a fine 2016 e che ha portato addirittura ad una candidatura ai Golden Globes per Jessica Chastain, nei primi mesi del 2017. Da noi la prima uscita prevista per maggio è stata due volte posticipata, fino a farci arrivare ai primi di settembre (d’altronde siamo uno dei Paesi al mondo nel quale i film arrivano più tardi).

miss sloane Detto questo, purtroppo per i produttori, il film è stato a livello globale un flop, nonostante alcune buone cose le faccia vedere, avendo incassato meno di quanto sia costato produrlo (ma ritengo che anche una pessima distribuzione, specialmente in Europa, abbia inciso parecchio).

La colonna sonora, decisamente funzionante nella seconda parte, è composta da Max Ricther, che oltre a molte apparizioni al cinema (tra cui una delle ultime, superbe, in Arrival), è molto caro a diversi fan delle serie TV essendo il geniale compositore della colonna sonora di The Leftovers. Sempre gli amanti della serialità televisiva non possono non aver rivisto con piacere Gugu Mbatha-Raw, protagonista del bellissimo episodio di Black Mirror, San Junipero (combinazione, Ricther ha composto le musiche dell’altro episodio migliore della terza stagione di Black Mirror, Nosedive)

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About Andrea Sartor

Cresciuto a pane (ok, anche qualche merendina tipo girella o tegolino... you know what I mean... ) e telefilm stupidi degli anni 80 e 90, il mondo gli cambia con Milch, Weiner, Gilligan, Moffat, Sorkin, Simon e Winter. Ha pianto davanti agli uffici dell'HBO. Sogno nel cassetto: pilotare un Viper biposto con Kara Starbuck Thrace e uscire con Number Six (una a caso, naturalmente). Nutre un profondo rispetto per i ragazzi e le ragazze che lavorano duramente per preparare gli impagabili sottotitoli. Grazie ragazzi, siete splendidi

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