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Matt Dillon su The House That Jack Built, il nuovo film di Lars von Trier

In città per una serie di eventi in previsione del SANFIC International Film Festival, Matt Dillon ha rilasciato un’intervista all’Hyatt Hotel di Santiago: l’attore, in particolare, ha parlato del progetto che lo vede attualmente coinvolto, The House That Jack Built, il nuovo film di Lars von Trier, dando risposte molto esaurienti ed evitando ogni tipo di provocazione o frivolezza.

La carriera di Matt Dillon

matt dillonMatt Dillon ha lavorato a molti film di successo, ricevendo numerosi apprezzamenti dalla critica. Tra questi ricordiamo Giovani guerrieri (1979), I ragazzi della 56ª strada (1983), Rusty il selvaggio (1983), Drugstore Cowboy (1989), Mister Wonderful (1993), Da morire (1995) e Crash – Contatto fisico, per il quale è stato candidato all’Oscar come miglior attore non protagonista nel 2006. Da non dimenticare, poi, una delle sue parti più conosciute, quella dell’intollerabile truffatore Healy nella commedia Tutti pazzi per Mary (1998).

The House That Jack Built: alcune rivelazioni sul film

Nell’intervista, Dillon ha parlato ampiamente del prossimo film in uscita di Lars von Trier, The House That Jack Built, in cui interpreterà il protagonista, Jack, un serial killer degli anni ’70. Il thriller racconterà la sua storia, seguendo dodici anni della sua vita e concentrandosi in particolare su cinque eventi che hanno dato inizio alla sua carriera di serial killer.

Stando alle parole rilasciate dallo stesso Von Trier in un’intervista a The Guardian, l’ascesa di Jack è ispirata a quella di Donald Trump: il desiderio del regista era, infatti, quello di mostrare che “la vita è crudele e non ha pietà, cosa tristemente confermata dall’ascesa dell’Homo Trumpus”. Interpreti del film saranno, accanto a Matt Dillon, Uma Thurman e Riley Keough (per ulteriori informazioni sul cast leggete qui). The House That Jack Built è stato prodotto dalla Zentropa Entertainment di Lars von Trier, in collaborazione con la Copenhagen Film Fund e la Danmarks Radio.

“Il contenuto del film è abbastanza oscuro, implicava un bell’atto di fede da parte mia”, ha affermato Dillon sul thriller, aggiungendo che durante le riprese ha confessato a Von Trier che il suo personaggio è davvero malvagio. La risposta? “Beh, sì, non avresti potuto interpretare personaggio peggiore”. A quel punto, però, l’attore ha deciso di fidarsi del suo regista e l’esperienza si è rivelata davvero unica per lui.

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Effettivamente, Matt Dillon si è soffermato molto sulla sua esperienza creativa, rispondendo alle domande che gli sono state rivolte. Quando, per esempio, gli è stato chiesto quali cambiamenti ha notato negli ultimi trent’anni per quanto riguarda l’industria cinematografica, l’attore ha risposto: “Ho notato che il lato business dell’industria ha subito un grosso cambiamento, in meglio. Non mi sono mai sentito così a mio agio, mi sento molto più coinvolto nel processo creativo”.

Trattando, in seguito, del miglioramento della qualità televisiva, Dillon ha commentato: “Mi piace davvero il media TV, ha un potenziale creativo notevole”.

Gli altri progetti di Matt Dillon

L’attore ha poi spiegato che non ha intenzione di dirigere altri film prossimamente. Lavorerà, però, ad un documentario, che sarà per lui e per un suo amico musicista “una storia, un viaggio personale”. Il documentario si focalizzerà, in particolare, sui cantanti scat cubani. “Sarà davvero entusiasmante”, ha dichiarato Dillon, facendo riferimento, infine ad un ulteriore progetto in fase di sviluppo, Jo the Medicine Runner: il film è ambientato negli anni ’20, nei campi di caffè della Kona, nelle Hawaii, in una coltivazione segregata, dove due uomini si battono poiché rivali in amore. Dillon ha osservato in merito che il personaggio che interpreta non potrebbe essere più diverso da quello di The House That Jack Built. Il film indie è stato diretto da David L. Cunningham, con co-protagonista Jim Caviezel, e la sua uscita è prevista per la fine dell’anno.

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Fonte: Variety

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