Lady Bird, film candidato a 5 premi Oscar, tra i quali miglior film e miglior attrice protagonista, è l’esordio alla regia per Greta Gerwig e vede come protagoniste lo splendido duo Saoirse Ronan e Laurie Metcalf, in questa rivisitazione comedy amara del genere coming of age.
Lady Bird: la sinossi

Lady Bird: le nostre impressioni
L’esordio alla regia di Greta Gerwig ci fa conoscere una regista che ha un tocco molto delicato sulla macchina da presa, un’ottima capacità nella gestione del ritmo e nell’uso della fotografia, con un prodotto che, anche grazie alla sua protagonista, ci porta a librarci leggeri come coccinelle sui drammi tipici della giovane età.

La Ronan buca lo schermo, si impone come presenza scenica debordante, alla quale riesce a resistere solo la figura della madre, ottimamente interpretata da Laurie Metcalf, che si pone come cupo contraltare alla frivolezza giovanile, che serve anche come pietra di paragone che fa capire tutto quello che la maturazione porta a perdere.
Queste performance aiutano a superare i difetti presenti nel film che, nonostante il ritmo accelerato e la fotografia delicata che menzionavamo prima, a livello di trama si rivela abbastanza banale e già troppe volte visto, con questo desiderio di scappare dalla provincia, dalla famiglia, dalle proprie poco presentabili amicizie d’infanzia, da se stessi alla fine dei conti, tutte cose delle quali poi si sentirà la nostalgia e delle quali si riscoprirà il valore.

Il film cerca di giocare sull’effetto empatia con lo spettatore, facendolo immedesimare con la figlia o con la madre, o un po’ con entrambe, ma questo è solo un blando palliativo per coprire l’assenza di trama, che, come dicevamo prima, è un difetto sicuramente, ma reso più innocuo dalla leggerezza con la quale la Ronan, e gli spettatori con lei, si librano sopra questo film.
non spicca e non sprofondaLady Bird
Valutazione globale - 6.5
6.5
Lady Bird: un giudizio in sintesi
Lady Bird non spicca e non sprofonda, rimane un film godibile ma non memorabile, vivendo di questa dualità di pochezza narrativa e gestione tecnica e recitazione importanti.

Senza queste tre presenze, un film troppo vacuo e troppo desideroso di riempire la sua vacuità con un accumulo di tematiche banali e gestite frettolosamente, sarebbe sprofondato nell’anonimato.
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