Finalmente La forma dell’acqua – The Shape of Water è arrivato nelle sale italiane, dopo essersi aggiudicato una lunga serie di riconoscimenti in tutto il mondo, tra cui il Leone d’oro a Venezia, due Golden Globe e ben 13 nomination agli Oscar, tra cui miglior regia, miglior film e miglior attrice protagonista.
La forma dell’acqua: la sinossi
La forma dell’acqua racconta la storia di Elisa, una umile inserviente muta in un laboratorio 
La forma dell’acqua: le nostre impressioni
Guillermo del Toro con La forma dell’acqua ha creato una romantica favola senza rinunciare, come suo solito, agli agganci con il corso reale della storia. Già con Il labirinto del fauno avevamo visto come il regista di origini messicane sia in grado di coniugare armonicamente elementi fantasy e soprannaturali con periodi storici particolarmente controversi. La differenza è che la crudezza con 
Sono le emozioni silenziose, il non verbalizzabile, la tacita empatia ad essere i veri protagonisti del film di del Toro. Non a caso entrambi i protagonisti sono privati della capacità di comunicare verbalmente, uno per la sua non conoscenza del linguaggio umano, l’altra a causa del suo mutismo; entrambi sono emarginati sociali, figure cui la società non darebbe modi per esprimersi efficacemente, un prigioniero e una inserviente come tante altre. A parlare per loro sono gli sguardi, il linguaggio del corpo, la bellissima colonna sonora di Alexandre Desplat, gli spezzoni di film in bianco e nero che passano saltuariamente sul piccolo schermo. Per questo il film, per quanto non spicchi per una grande originalità strutturale, coinvolge emotivamente: non è solo grazie alla voce over che introduce e conclude la narrazione, ma soprattutto per la natura non verbale delle emozioni rappresentate. L’intesa tra i due protagonisti si evolve in un gioco di sintonie, di intesa, di dolcezza, di empatia. Non servono le parole per capire cosa provino l’una dell’altro, d’altra parte sott’acqua le parole non si sentono…

Perfettamente in linea con l’idea di rendere protagoniste le emozioni silenziose è il fatto che il film sia visivamente ricco e impeccabile e che la sua estetica sia valorizzata da una fotografia che sfrutta l’uso ponderato e armonico degli effetti speciali, sia prostetici sia digitali. Le immagini sono nitide, le inquadrature ricolme di dettagli definiti dalle variazioni verdastre e ambrate tipiche del cinema di del Toro. La cura di tutti questi aspetti tecnici risalta anche il talento degli attori, perfettamente calati nelle loro parti e costruiti con grande attenzione. Prima su tutti la Hawkins plasma un personaggio delicato, fine e coraggioso, contando unicamente sulla mimica facciale e sulla prossemica: un lavoro interessante che brilla per la sua raffinatezza. Michael Shannon invece, nelle vesti del villain della storia, con la sua recitazione molto contenuta e minimale costruisce un personaggio sfaccettato, che non cade mai nel caricaturale, ma che risulta ugualmente freddo e spietato.
La forma dell'acqua
valutazione globale - 7.5
7.5
una favola romantica
La forma dell’acqua: un giudizio in sintesi

Per ogni notizia e aggiornamento sul mondo dello spettacolo, cinema, tv e libri, vi consigliamo di seguire la nostra pagina Facebook
Intrattenimento.eu News e recensioni di cinema e serie tv