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Jacques Audiard

Jacques Audiard risponde alle polemiche sul Movimento 50-50%

Oltre la grande simpatia ed energia dimostrata durante l’incontro con i giornalisti, a chiusura della conferenza stampa il regista Jacques Audiard, autore del bellissimo The Sisters Brothers, in concorso nella sezione Venezia 75, ha commentato con parole molto serie la questione del Movimento 50-50%.

Il commento di Jacques Audiard alla conferenza stampa

Jacques Audiard, realizzatore di film come Il profeta, Un sapore di ruggine e ossa e Dheepan – Una nuova vita, frequentatore di festival del cinema e premiato con la palma d’oro, il Grand Prix della giuria e il Prix du Scénario al Festival di Cannes, era presente alla conferenza dell’anteprima del suo nuovo lavoro, The Sisters Brothers.

The Sisters BrothersDopo aver discusso con il pubblico sull’origine dell’idea del film e sulle influenze cinematografiche a monte del progetto, è stata tirata in ballo la questione del “Movimento 50-50% entro il 2020”, il cui documento che prevede l’inclusione di un ugual numero di artisti artisti uomini e donne nella selezione era stato firmato dalla Biennale pochi giorni fa. In merito alla questione il regista ha risposto con grande sincerità e serietà:

Quando ho saputo che in gara eravamo 20 registi uomini e una sola regista donna (Jennifer Kent con The Nightingale, ndr) ho scritto ai colleghi della selezione, ma non ho avuto chissà quali risposte. Poi ho sentito dire che di fronte ai film non conta il sesso di chi li realizza, ma la qualità dell’opera. Proviamo allora a non porci la questione del sesso nei film e chiediamoci se i festival abbiano un senso. Sono 25 anni che i miei film vanno nei Festival, non ho mai visto molte donne alla guida delle varie manifestazioni. E ho sempre visto gli stessi volti, gli stessi uomini, anche se in ruoli diversi. Smettiamola di riflettere su altre cose. Io ne faccio una questione di uguaglianza e giustizia. L’uguaglianza si conta, la giustizia si applica.

A vendicarsi contro la selezione dei film (il rapporto 20 a 1 dei registi selezionati non era sfuggito alle polemiche dell’Hollywood Reporter) sembrano però essersi mossi i film stessi: a più di metà festival diversi sono infatti i film che presentano storie incentrate su personaggi femminili, da The Favourite a Suspiria, da La Quietud a Sunset. La rivincita dei contenuti sul piano organizzativo ha (per ora) portato ad un’abbondanza di interpretazioni femminili notevoli a scapito di quelle maschili. Vedremo comunque come proseguirà il programma dei prossimi giorni.

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