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il diritto di contare

Il diritto di contare: scheda, trailer e recensione del film di Theodore Melfi

  • scheda e trailer 
  • recensione 

DATA USCITA: 8 marzo 2017
GENERE: Drammatico
REGIA: Theodore Melfi
ATTORI: Taraji P. Henson, Octavia Spencer, Janelle Monáe, Kevin Costner, Kirsten Dunst, Jim Parsons, Mahershala Ali, Aldis Hodge, Glen Powell, Kimberly Quinn
NAZIONALITÁ: Stati Uniti
DURATA: 127′
DISTRIBUITO DA: 20th Century Fox

Sinossi: L’incredibile storia mai raccontata di Katherine Johnson, Dorothy Vaughn e Mary Jackson, tre brillanti donne afroamericane che – alla NASA – lavorarono ad una delle più grandi operazioni della storia: la spedizione in orbita dell’astronauta John Glenn, un obbiettivo importante che non solo riportò fiducia nella nazione, ma che ribaltò la Corsa allo Spazio, galvanizzando il mondo intero.

Nella Virginia segregazionista del 1961 tre scienziate, donne e di colore, lavorano alla Nasa durante la Corsa allo spazio che porterà il primo americano ad orbitare intorno alla Terra. La storia prende spunto dal libro Hidden Figures (anche titolo originale del film) di Margot Lee Shetterly che segue le vere storie di Katharine Johnson (Taraji P. Henson), Doroty Vaughan (Octavia Spencer) e Mary Jackson (Janelle il diritto di contareMonàe) che ebbero un ruolo tanto fondamentale quanto sconosciuto alle masse per quanto riguarda le conquiste tecnologiche in ambito spaziale. Il film ha inizio nel reparto “coluored computers”, settore composto da sole donne di colore, dove le tre protagoniste sono colleghe. Qui le dipendenti hanno il compito di effettuare i calcoli matematici necessari all’attività della NASA, in un periodo in cui non esistevano ancora i computer ed il primo IBM, grande un’intera stanza, era appena stato ordinato dall’agenzia spaziale ma non ancora programmato.

Il diritto di contare: una sceneggiatura con delle mancanze…

La maggior parte de Il diritto di contare è ambientato in ambito lavorativo anche se assistiamo a scene che raccontano la vita privata delle protagoniste. Sarebbe stato interessante se queste parti fossero state usate per approfondire e sfaccettare maggiormente i personaggi, delle mamme e donne lavoratrici che sono sì figure forti che lottano in modo competente contro discriminazioni razziali e di genere, ma anche personaggi reali con le proprie fragilità e passioni. Purtroppo la sceneggiatura si ferma un po’ in superficie pur rimanendo solida, equilibrata e gradevole.

E’ giusto premettere che Il diritto di contare non nasce con ambizioni autoriali. In certi momenti ci troviamo di fronte ad un eccesso di buonismo, seppur non esagerato, ma sicuramente un maggior cinismo avrebbe portato questo piacevole film ad un livello più profondo ed avrebbe acquistato totalmente un altro valore.

…compensata dal cast e da un insieme ben riuscito

Come spesso accade, la buona riuscita dell’opera è dovuta ai personaggi ed al livello di recitazione dell’intero cast. Le tre protagoniste sono bene assortite ed i personaggi secondari offrono una buona interpretazione con un Kevin Costner sempre credibile in ruoli di questo tipo, una Kirsten Dunst gelida come il ghiaccio ed un Jim Parsons che riesce ad uscire egregiamente dai panni del Dr. Sheldon Cooper il diritto di contaredi The Big Bang Theory ed entrare in quelli di un ingegnere conservatore ed un po’ antipatico.

In definitiva il film diretto da Theodore Melfi riesce nel suo obiettivo: essere una favola moderna e far riflettere sul fatto che meno di cinquanta anni fa, in un paese considerato civile e democratico, in un ambito tecnologicamente avanzato come la NASA, una donna di colore non poteva usare i servizi dedicati alle donne bianche ed esistevano brocche del caffè separate in base al colore della pelle. Il diritto di contare non prende posizione, si limita a mostrare i fatti con una certa leggerezza, anche se il solo raccontare una storia del genere in un momento in cui stanno riaffiorando certe idee che sembravano superate è di per sé un atto politicamente rilevante.

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Il diritto di contare

valutazione globale

leggero e interessante

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About Mirko Ballone

Classe 1986, mi interesso a tutto quanto ruoti intorno alla comunicazione ed al raccontar storie. Mi appassiono giovanissimo alla fotografia e da lì alla settima arte il passo è breve. Rimango folgorato da Hitchcock, Kubrick, la Nuovelle Vague e dai grandi del cinema italiano; da allora non riesco più a fare a meno di sognare davanti ad un grande schermo. I viaggi, il cinema, le serie tv, i buoni libri e la buona tavola occupano la maggior parte della mia giornata, nei ritagli di tempo cerco di vivere.

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