Applausi e commozione del pubblico per il nuovo film di Peter Farrelly. Green Book è stato presentato alla tredicesima edizione della festa del cinema di Roma riscontrando il favore di tutti. Uno dei film più attesi del 2019 grazie alla magistrale performance del 60enne Viggo Mortensen.
Green Book: sinossi

Green Book: il nostro giudizio in sintesi

Il titolo si rifa al The Negro Motorist Green Book, pubblicato tra il 1936 e il 1966. La guida utilizzata dagli afro-americani che indicava alloggi e attività commerciali non segregate, specialmente negli stati del Sud, dove le leggi razziali impedivano ai coloured people la frequentazione di locali pubblici. Tratto da una storia realmente accaduta, il film è stato scritto dallo lo sceneggiatore Nick Vallelonga, figlio di Tony “Lip” Vallelonga, protagonista della vicenda. Il pianista è il famoso Don Shirley detto Doc, uno dei primi pianisti afroamericani a suonare musica classica con successo mondiale. Proprio come narra la vicenda, i due superarono le barriere razziali e culturali, e costruirono un’amicizia che durò fino a tutta la loro vita. Un incontro scontro quello dei due attori, irriconoscibili non solo nei costumi, ma anche nella fisionomia. Viggo Mortensen, qui ingrassato di 20 chili, accantona l’aspetto longilineo e scandinavo per interpretare l’autista italiano, dall’aspetto tozzo e dinoccolato. Mahershala Ali, Premio Oscar come miglior attore non protagonista nel 2016 nel ruolo dello spacciatore Juan in Moonlight, qui è un uomo compito ed elegante, che sorride solamente a fine concerto.

Green Book
Valutazione globale - 8
8
Un bellissimo film che fa "viaggiare" in più direzioni
Green Book: curiosità dalla Festa del Cinema

Viggo Mortensen, intervistato alla tredicesima Festa del cinema di Roma, racconta di essersi molto divertito sul set con la numerosa famiglia Vallelonga. Di essersi alle volte commosso, e di aver mangiato ben oltre ingrassare i 20 chili richiesti. Infine dichiara che Green Book è un film che oltre a far ridere e piangere, invita a viaggiare, a confrontarsi con persone diverse. Un invito – aggiungo – a superare i limiti delle proprie impressioni, non solo sulla gente di colore. Un bellissimo film che fa “viaggiare” in più direzioni: indietro nel tempo, lungo un percorso di conoscenza, per giungere fin dentro all’animo umano.
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