- scheda e trailer
- recensione
DATA USCITA: 30 marzo 2017
GENERE: Azione
REGIA: Rupert Sanders
ATTORI: Scarlett Johansson, Michael Pitt, Michael Wincott, Takeshi Kitano, Pilou Asbæk, Christopher Obi, Joseph Naufahu, Juliette Binoche
NAZIONALITÁ: Stati Uniti
DURATA: 120′
DISTRIBUITO DA: Universal Pictures
Trama: Il film segue la saga di Major, un singolare ibrido umano-cyborg delle operazioni speciali a capo della task force d’elite Section 9. Dedicato a contrastare i più pericolosi criminali ed estremisti, Section 9 affronta un nemico il cui unico obiettivo è eliminare gli sviluppi di cyber tecnologia della Hanka Robotic.
Ghost in the shell è un film del regista londinese Rupert Sanders, autore di un solo film prima di questo, ovvero Bincaneve e i sette nani (2012), e che ha ottenuto nel 2009 due leoni d’oro per aver realizzato lo spot pubblicitario per il videogioco Halo 3.
La trama di Ghost in the shell

Più pregi che difetti
Probabilmente in questo film ci sono più pregi che difetti: godibile sia per gli occhi che per la mente l’estetica messa in campo, piena di espedienti futuribili come gli ologrammi che appaiono e scompaiono dalla scena, le elaborazioni informatiche che si rendono visibili nella soggettiva dei personaggi ed elementi di trasmutazione tra l’umano e il robotico di stampo cyberpunk (genshe cyborg etc). Vengono spesso alla mente durante la visione almeno due classici del genere thriller fantascientifico, di cui la pellicola appare fortemente debitrice. Da un lato Matrix, quando si nota che le scene di combattimento comprendono rallenty e coreografie aeree tali da riprodurre una sorta di danza acrobatica, e quando si assiste a visualizzazioni di elementi informatici che fanno da preludio alla possibilità dell’esperienza diretta del software, come accadeva per la matrice del film dei fratelli Wachoski (1999). Dall’altro lato Blade Runner di Ridley Scott (1982), dal quale la rappresentazione della città tentacolare e piena di ologrammi in movimento grandi quanto i palazzi sembra essere mutuata. La presenza di pesci volanti per strada richiama alla mente inoltre un autore visionario che non c’entra molto magari col genere fantascientifico, ma il cui immaginario potrebbe essere entrato a far parte del bagaglio di Sanders, ovvero il serbo Emir Kusturica (Arizona Dream, 1993).
Finale superficiale e sbrigativo

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Ghost in the Shell
Valutazione globale
Più pregi che difetti
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