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Foxtrot: impressioni e commenti sul film di Samuel Maoz a Venzia 74

Foxtrot: la sinossi

Quando degli ufficiali dell’esercito si presentano alla porta di casa per annunciare la morte del loro figlio Jonathan, la vita di Michael e Dafna viene completamente sconvolta. La moglie viene immediatamente sedata con dei tranquillanti dall’esercito, mentre Michael, infastidito dai parenti in lutto e dall’invadente burocrazia dell’esercito, piomba in una spirale di rabbia finché qualcosa non gli sconvolgerà nuovamente l’esistenza.

Foxtrot: impressioni e commenti

Samuel Maoz torna al Lido con Foxtrot, lavoro che giunge a 8 anni esatti dall’esordio con Lebanon che proprio alla Mostra di Venezia gli valse un Leone d’Oro.

FoxtrotFoxtrot è un film che nel corso delle quasi due ore cambia faccia almeno tre volte. Lo fa partendo come un dramma, quello subito dalla famiglia del soldato Jonathan, per poi spostarsi proprio dei soldati impegnati a presidiare un isolato posto di blocco in mezzo al deserto e concludendosi di nuovo con la famiglia. Proprio come il foxtrot, il ballo da sala in cui alla fine si torna al passo di partenza.

Richiede pazienza il film di Maoz. Alcuni potrebbero già spazientirsi al primo twist che il film propone dopo una ventina di minuti, trovandolo quasi assurdo tanto da generare qualche risata. Ma concedendogli il tempo necessario il film di Maoz è capace di catturare l’attenzione portandoci nella seconda parte del film che ha una faccia completamente diversa dalla prima. Foxtrot si fa in questo punto visionario e grottesco, raccontandoci le vite alienate dei soldati in guerra con le lore esistenze impantanate e in bilico come lo squallido container dove vivono. Un film che non si risparmia certo nel suo essere metaforico (forse fin troppo) e simbolico. Occhio, in questo caso, al cammello che alla sua prima apparizione suscita una risata per poi tornare in una scena decisamente più drammatica (e tutto fuorché riuscita bene).

Foxtrot è in tutto e per tutto un film sul destino e sul legame, a distanza, tra un padre e un figlio. Un film che muta la propria forma in maniera costante, talvolta sfiorando un po’ il ridicolo, ma con una sceneggiatura che regge l’urto di questi continui cambiamenti.

Foxtrot

Valutazione globale

Mutaforma

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Foxtrot: le dichiarazioni di Samuel Maoz

Samuel Maoz dichiara che “Foxtrot è la danza di un uomo con il destino. È una parabola filosofica che prova a decostruire il vago concetto chiamato “fato” attraverso la storia di un padre e di un figlio. Sono lontani, eppure, nonostante la distanza e la separazione totale, l’uno interviene nel destino dell’altro”. Il regista dice di aver “scelto di concentrarmi sui dettagli e unire il punto di vista critico a uno sguardo compassionevole. Altre volte ho preferito essere ironico, ma distaccato dal luogo e dal tempo. Non ho voluto concentrarmi sugli eventi, ma sull’idea filosofica del film, sullo stato psicologico dei protagonisti e su come affrontano amore e dolore.”

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About Daniele Marseglia

Ricordo come se fosse oggi la prima volta che misi piede in una sala cinematografica. Era il 1993, film: Jurrasic Park. Da quel momento non ne sono più uscito. Il cinema è la mia droga.

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