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Nico, 1988: la recensione del film di Susanna Nicchiarelli

Nico, 1988 è il primo film della regista romana Susanna Nicchiarelli (Cosmonauta) in lingua inglese. E’ stato vincitore della sezione Orizzonti della 74^ Mostra del Cinema di Venezia.

Nico, 1988: la trama

Il film segue l’ultimo tour internazionale della cantante, attrice e modella tedesca Nico, pseudonimo di Christa Päffgen. Il viaggio che tocca Parigi, Praga, Norimberga, Manchester, la campagna polacca ed il litorale romano fa emergere le fragilità di una donna dalle mille sfumature, in cerca di se stessa, che prova a ricostruire un rapporto con il suo unico figlio dimenticato. È la storia di una rinascita, di un’artista, di una madre, di una donna oltre la sua icona.

Nico, 1988: fra biopic e road movie

Nico, 1988 è un film che riesce ad essere un biopic su una rockstar in decadenza senza cadere in stereotipi e melodrammi e cliché di genere. Nico viene rappresentata come una donna cupa e sarcastica, che ha dentro di sé un duplice demone, il difficile rapporto col figlio ed una dipendenza da eroina che la condiziona in ogni ambito della Nicovita. Susanna Nicchiarelli riesce a trasmettere e raccontare la situazone, anche psicologica in cui si trova la cantante, rendendo al personaggio una grande umanità senza suscitare nello spettatore inutili sentimenti di pietà. Ne esce una Christa Päffgen molto sfaccettata e complessa, un’artista che finalmente, liberandosi del peso della sua bellezza e della necessità del consenso del pubblico, riesce ad essere un’artista completa.

La scelta di rielaborare un biopic nella forma di un road movie che tocca quasi tutta Europa fa in modo che la trama non si appesantisca e si riesca a cogliere l’essenza di un personaggio forte al centro di una band composta da musicisti disagiati e romantici. Nico, 1988 è un film a tratti drammatico, a tratti ironico: un film che parla di musica con la musica.

Dobbiamo dare atto a Susanna Nicchiarelli di aver costruito un impianto visivo che porta lo spettatore in piena ambientazione anni Ottanta; il formato 4:3, la bassa qualità video e un utilizzo attento dei colori permette un’immersione quasi totale nel mondo rock underground di quegli anni.

Se il personaggio di Nico risulta credibile e magnetico ha sicuramente un grande merito Trine Dryholm (Orso d’Argento per la Miglior Attrice al Festival di Berlino con La Comune di Thomas Vinterberg). Il fatto che sia stata anche una cantante ha aiutato tantissimo a fornire un’interpretazione intensa, rifuggendo dalla mera imitazione di Christa Päffgen, bensì fornendo una rielaborazione sensoriale ed emozionale del personaggio che esce prepotentemente nelle numerose scene in cui canta.

Nico, 1988

Valutazione globale - 6.5

6.5

Ritratto interessante

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Christa Päffgen in arte Nico

Christa Päffgen, Nico, viene spesso ricordata per gli uomini famosi da lei frequentati come Jim Morrison, Bob Dylan, Alain Delon (da cui ha avuto anche  figlio Ari, non riconosciuto dall’attore francese), per essere stata una delle più importanti muse di Andy Warhol,  per aver partecipato al Nicoprimo album dei Velvet Underground intitolato appunto The Velvet Underground & Nico e per aver avuto una piccola parte ne La dolce vita di Fellini. Ma Nico è stata molto di più e la sua carriera non si è conclusa, come molti pensano, a 34 anni.

Dalla fine della collaborazione con i Velvet Underground alla sua morte ha interpretato cinque album da solista, con i primi che hanno anticipato e gettato le basi del gothic rock. In campo cinematografico ha recitato in sette film del regista francese Philippe Garrel, collaborando anche alla sceneggiatura de La cicatrice intérieure.

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About Mirko Ballone

Classe 1986, mi interesso a tutto quanto ruoti intorno alla comunicazione ed al raccontar storie. Mi appassiono giovanissimo alla fotografia e da lì alla settima arte il passo è breve. Rimango folgorato da Hitchcock, Kubrick, la Nuovelle Vague e dai grandi del cinema italiano; da allora non riesco più a fare a meno di sognare davanti ad un grande schermo. I viaggi, il cinema, le serie tv, i buoni libri e la buona tavola occupano la maggior parte della mia giornata, nei ritagli di tempo cerco di vivere.

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