USA Network con Falling Water, almeno per quanto riguarda questo pilot, continua nella sua trasformazione da canale che trasmetteva serie più brainless (nel senso che non serviva troppa attenzione per seguirle) ad un canale più maturo che spinge su una serialità più complessa e strutturata.
La serie infatti, calata in un’ambientazione che potremmo catalogare a metà tra il fantascentifico e l’onirico, sembra essere strutturata in un modalità che non segua il filone procedurale, e quindi il case of the week, ma l’apparenza sembra più orientata verso un racconto unitario e articolato, che si può dipanare attraverso l’intera stagione. Chiaramente questo è un episodio pilota e quindi bisogna aspettare ancora qualche puntata per tirare le somme, ma non si rivelano segni di possibile “serializzazione” della trama, mentre sembra che gli spunti siano tutti funzionali a comporre un grande mosaico di cui non si avvertono ancora i contorni.
Falling Water non spiega nulla

Nemmeno dei protagonisti sappiamo molto, li vediamo caratterizzati da quello che fanno e in alcuni modi dai sogni che li perseguitano, ma entriamo nel loro lavoro e nel loro subconscio come se fossimo da lungo tempo partecipi della loro vita.
La parte onirica è fondante in questa serie, tenendo conto anche dello stesso plot, che si struttura sul seguire tre sconosciuti che hanno esperienze di sogno particolari e i cui sogni presentano connessioni che per loro sono particolari estranei e criptici, mentre per lo spettatore sono primi misteriosi tasselli di un mosaico di cui per ora si intuisce solo la presenza. Quando la parte onirica inizia a divenire sempre più reale, iniziamo, insieme a loro, a percepire che c’è qualcosa di più di quello che appare in superficie.
Il ritmo sostenuto di Falling Water

Certo, la serie ha anche ampie possibilità di svaccare in un attimo, perché se si dovesse perdere o aggrovigliare i molti fili che vanno a comporre questo mosaico, la caduta nel grottesco sarebbe immediata; così come la perdita del ritmo narrativo potrebbe causare gravi danni. Ma questi sono i rischi, che speriamo naturalmente siano brillantemente evitati dalla creatrice, Gale Ann Hurd (The Walking Dead), e dai due showrunner principali, Henry Bromell e Blake Masters, già co-scrittori di Brotherhood e Rubicon e con il primo che ha scritto anche diversi episodi di Homeland.
La parte tecnica e il cast

L’interpretazione degli attori, per ora, invece è la cosa che mi ha convinto un po’ meno: se i non protagonisti mi sembrano molto affascinanti, sono i protagonisti a sembrare un po’ più timidi come approccio: non traspare dalla loro recitazione troppa partecipazione, sembra più un compito svolto senza infamia e senza lode per la sufficienza, ma nulla di più. La Brocheré (American Horror Story, Versailles, The Strain) non brilla per espressività, come nemmeno i suoi due compagni di avventure, David Ajala (Beowulf) e Will You Lee (Hawaii Five-0). Ma vedremo se anche questo è solo un difetto di prospettiva o no.
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Falling Water - Pilot
Sceneggiatura
Regia e fotografia
Recitazione
Oggetto misterioso
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