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3% La recensione dello Sci-Fi distopico brasiliano di Netflix

Per tutti gli amanti della fantascienza distopica, 3% è un appuntamento da non perdere su Netflix. Una piccola serie, da otto episodi, con qualche difficoltà in più, vista l’assenza al momento della lingua italiana nel doppiaggio, ma con i sottotitoli in italiano è una manchevolezza che si può sopportare per poter vedere questo piccolo gioiellino di serie.

Certo, la fantascienza distopica è difficile che porti in televisione temi completamente originali, forse solo Black Mirror ci riesce, e questo 3% non si discosta molto da diverse narrazioni, filmiche o cartacee, che lo hanno preceduto, ma la valutazione non si può fermare a quelli che sono gli archetipi di genere, deve andare oltre e vedere la composizione generale, l’approfondimento dei personaggi, il modo di costruire la storia e la sua completezza e, in tutto questo, 3% raggiunge il suo scopo.

3% di cosa tratta

3% netflix Siamo in una futuristica società, nella quale per ragioni non spiegate, la gran parte del mondo si ritrova a vivere in un ambiente degradato e solamente una piccola fetta della popolazione, il 3% appunto, può avere una vita soddisfacente in una remota isola oltre mare. Per rimpinguare le fila di questa società di benessere, ogni anno vengono  selezionati tra i neo ventenni dei candidati (ancora questo famoso 3%) sulla base delle capacità che andranno a dimostrare nel corso di diverse prove attitudinali. Solo i migliori potranno andare avanti.

In questo concetto si inserisce il tema principale della serie: cosa significa essere i migliori? Secondo quali caratteristiche si può decidere chi farà parte dei privilegiati e chi rimarrà nel mucchio sofferente? Il processo in sé, se da un lato è il sistema di selezione, dall’altro contribuisce a far emergere, per gli esaminatori e gli spettatori, quello che sono le persone veramente.

3% netflix Gli scrittori usano questa metafora per poter descrivere quello che si annida nel fondo dell’animo umano: rabbia, prevaricazione, cupidigia o, dall’altro lato, bontà e sacrificio. Ne viene fuori un quadro dell’umanità sfaccettato e pieno di contraddizioni, presenti in un gruppo così come presenti nella singola persona. Il buon lavoro di 3% sta proprio nello strutturare personaggi completi, tridimensionali e coi quali è facile provare empatia, negativa o positiva che sia, nel lato dei candidati così come nel lato dei privilegiati.

3% c’è anche dell’altro

La serie non si ferma però a questa descrizione e a questa meccanica del processo, composto da prove variegate e sicuramente gestite con ritmo che intrattiene lo spettatore, ma inserisce anche altre linee narrative che costituiscono l’alternativa ad una, altrimenti, troppo semplificata dinamica da gioco.

3% netflix Viene anche portato avanti il discorso in background, che non può essere dimenticato, sulla giustizia sociale di un sistema che mantiene pochi privilegiati e fa soffrire la quasi totalità della popolazione. Si sofferma sulla palese ingiustizia di ciò, ma lancia anche alcune “esche” per far riflettere lo spettatore. Immaginiamo una società che non si sostenga più: come scegliere chi deve stare meglio e chi invece non si può salvare? Chi sono i cattivi? Ovviamente ci sono mille pecche in questo ragionamento ed è complesso, però la serie fa pensare e questo è un bene.

Sottotraccia inoltre si intrecciano le storie personali dei protagonisti e le trame politiche, da un lato e dall’altro, che costituiscono un ottima base per la seconda stagione (ancora da confermare). Amori, violenze, morte e lotte per il potere da continuare a vedere.

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3%

Sceneggiatura
Regia e fotografia
Recitazione

Affascinante e originale

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About Andrea Sartor

Cresciuto a pane (ok, anche qualche merendina tipo girella o tegolino... you know what I mean... ) e telefilm stupidi degli anni 80 e 90, il mondo gli cambia con Milch, Weiner, Gilligan, Moffat, Sorkin, Simon e Winter. Ha pianto davanti agli uffici dell'HBO. Sogno nel cassetto: pilotare un Viper biposto con Kara Starbuck Thrace e uscire con Number Six (una a caso, naturalmente). Nutre un profondo rispetto per i ragazzi e le ragazze che lavorano duramente per preparare gli impagabili sottotitoli. Grazie ragazzi, siete splendidi

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