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Matthew McConaughey e Richie Merritt in Cocaine - La vera storia di White Boy Rick

Cocaine – La vera storia di White Boy Rick: la recensione del film con Matthew McConaughey

Cocaine – La vera storia di White Boy Rick è il titolo del film diretto da Yann Demange, presentato in anteprima al Toronto Film Festival nel 2018. Nel cast, figurano Matthew McConaughey, Richie Merritt e Jennifer Jason Leigh.

Cocaine – La vera storia di White Boy Rick: la sinossi

Matthew McConaughey e Richie Merritt in Cocaine - La vera storia di White Boy Rick

Detroit, metà degli anni ’80. Afflitto da gravi problemi economici, Richard Wershe Jr. (Merritt) vive con la sorella ed il padre Richard (McConaughey), un piccolo trafficante di armi. Le difficoltà spingono presto il ragazzo sulla via dello spaccio: inizialmente di armi, in seguito della cocaina, in un traffico riservato per lo più ai neri della città. La polizia decide di sfruttare le conoscenze di Rick e lo recluta come infiltrato, facendone, ancora adolescente, il più giovane informatore della storia dell’FBI.

Cocaine – La vera storia di White Boy Rick: le nostre impressioni

Matthew McConaughey e Richie Merritt in Cocaine - La vera storia di White Boy Rick

Basato sulla vera storia di Richard Wershe Jr., Cocaine – La vera storia di White Boy Rick è un film che si muove tra generi. Da un lato, infatti, la seconda opera cinematografica del regista parigino segue la canonica linea biopic, narrando i momenti salienti della carriera criminale del giovane protagonista. Dall’altro, in parallelo, il film esibisce l’altrettanto canonica struttura narrativa propria del gangster-movie, seguendo la parabola ascendente e discendente di Rick. Nel complesso, la pellicola soffre parecchio di quest’andamento e sviluppo fin troppo prevedibili e, appunto, canonici, offrendo uno spettacolo mediocre adatto solo ed esclusivamente agli amanti del genere.

Neppure le tematiche affrontate da Cocaine – La vera storia di White Boy Rick aiutano il film a decollare: la povertà, che spinge spesso famiglie e ragazzi emarginati sulla via del crimine; il percorso formativo sui generis che il mondo della malavita offre agli adolescenti, costretti a diventare piccoli boss e uomini in maniera prematura; i nuclei familiari funestati da arresti; la frattura sociale tra bianchi e neri; la corruzione della polizia. Tutto ciò viene affrontato in maniera un po’ scolastica e, forse, fin troppo tenue. Il film non ha la forza di una denuncia sociale, né l’accuratezza di uno spaccato sociologico o antropologico, e non mostra neppure un protagonista carismatico o magnetico, unico possibile appiglio per una narrazione che brancola nel grigiore assoluto. Il risultato, inevitabile, è la mancanza di coinvolgimento emotivo dello spettatore.

Matthew McConaughey in Cocaine - La vera storia di White Boy Rick

Il rammarico è ancor più grande data la forza dirompente del racconto, che purtroppo resta sempre e soltanto potenziale. Di certo la storia vera di un minorenne sfruttato dalla polizia corrotta del Michigan, che non si fece scrupolo di arruolare Rick come spacciatore di cocaina per poi abbandonarlo al suo destino, avrebbe potuto essere raccontata con maggior forza. La sensazione, con lo scorrere dei minuti, è che all’interno di Cocaine – La vera storia di White Boy Rick tematiche e personaggi siano accostati per semplice somma aritmetica, senza che dall’insieme scaturisca qualcosa di organico e convincente. E questo vale soprattutto per la caratterizzazione di protagonista e coprotagonisti. L’obiezione – plausibile – che nel biopic lo spazio per l’invenzione narrativa sia inesistente vale fino ad un certo punto: non occorre necessariamente sfornare assoluti capolavori per fornire opere più convincenti e coinvolgenti, quantomeno dal punto di vista estetico. Invece nulla: il film non cattura l’attenzione nemmeno nelle situazioni nelle quali il regista avrebbe potuto (o dovuto?) osare di più, anziché affidarsi ad una serie di espedienti triti e ritriti.

Matthew McConaughey e Richie Merritt in Cocaine - La vera storia di White Boy Rick

La lavorazione del film svela non poche pecche. Ad esempio, la prova della sezione costumi è emblematica: l’occhio dello spettatore non può che essere rapito – in senso totalmente negativo ed involontario, si intende – dalle innumerevoli, pesantissime e sempre uguali (letteralmente!) catene d’oro al collo dei neri, che abbinate alle immancabili pellicce concorrono a delineare più delle macchiette, delle caricature, degli stereotipi che dei personaggi in carne ed ossa. Siamo certi che spendere qualche minuto in più sulla parte “estetica”, almeno per far si che lo spettatore non si accorga del lavoro approssimativo fatto in merito, avrebbe giovato parecchio alle sorti di Cocaine – La vera storia di White Boy Rick. Anche in fase di montaggio il film zoppica parecchio, con qualche svista di troppo. Ultima nota per il doppiaggio, per il quale certamente nessuna colpa va a Demange: ci auguriamo che la sistematica esclusione del congiuntivo dai dialoghi sia un tentativo di replicare lo slang americano dei sobborghi, altrimenti la scelta sconfinerebbe nell’assurdo.

Le prova di Matthew McConaughey, unico faro del film, è abbastanza convincente, pur non brillando. Decisamente meno emozionante l’interpretazione dell’esordiente Richie Merritt, ancora piuttosto acerbo.

Cocaine – La vera storia di White Boy Rick

Valutazione globale - 5

5

Una narrazione emotivamente poco coinvolgente ed un'estetica anonima

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Cocaine – La vera storia di White Boy Rick: giudizio in sintesi

Richie Merritt in Cocaine - La vera storia di White Boy Rick

Cocaine – La vera storia di White Boy Rick è un film basato sulla vera storia di Richard Wershe Jr., alias White Boy Rick, il più giovane informatore della storia dell’FBI. Il film, che si muove tra il biopic ed il gangster movie, segue la parabola ascendente e discendente del protagonista. La pellicola soffre parecchio di andamento e sviluppo troppo prevedibili, e aggrava la sua pressoché totale mancanza di mordente con un protagonista che non cattura mai emotivamente lo spettatore. Le tematiche, trite e ritrite (polizia corrotta; ragazzini costretti prematuramente a diventare uomini e criminali; povertà e violenze suburbane) sono sommate solo a livello aritmetico, senza mai risultare organiche. Molte le pecche anche in fase di produzione, con costumi caricaturali ed un montaggio parecchio approssimativo. Solo Matthew McConaughey sembra credere nel progetto, fornendo un’interpretazione sufficiente. Troppo acerbo, invece, Richie Merritt, giovane ed inesperto protagonista.

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About Vito Piazza

Tutto inizia con Jurassic Park, e il sogno di un bambino di voler "fare i film", senza sapere nemmeno cosa significasse. Col tempo la passione diventa patologica, colpa prevalentemente di Kubrick, Lynch, Haneke, Von Trier e decine di altri. E con la consapevolezza incrollabile che, come diceva il maestro: "Se può essere scritto, o pensato, può essere filmato".

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