- scheda e trailer
- recensione
DATA USCITA: 22 giugno 2017
GENERE: Avventura
REGIA: James Gray
ATTORI: Charlie Hunnam, Robert Pattinson, Sienna Miller, Tom Holland, Angus Macfadyen, Daniel Huttlestone, Aleksandar Jovanovic, Edward Ashley
NAZIONALITÁ: Stati Uniti
DURATA: 141′
DISTRIBUITO DA: Eagle Pictures
Trama: 1925, il leggendario esploratore britannico Percy Fawcett si avventura in Amazzonia, alla ricerca di un’antica civiltà, lo splendente regno di El Dorado, con lo scopo di fare una delle scoperte più importanti della storia. Dopo aver catturato l’attenzione di milioni di persone in tutto il mondo, Fawcett s’imbarca insieme al figlio, determinato a provare che quest’antica civiltà, da lui rinominata Z, esiste. Ma la spedizione scompare poi nel nulla …
Civiltà Perduta: una storia vera che rievoca da subito il topos letterario del viaggio
La storia di Civiltà Perduta avrebbe già di per sé tutti i crismi delle grandi opere letterarie di finzione di avventura. Eppure, si tratta di una storia vera che ripropone già in partenza più di un topos letterario.

Civiltà Perduta: un film ben riuscito per diversi aspetti
Potremmo dire che gli elementi per realizzare un buon film c’erano tutti, e infatti Civiltà Perduta del regista James Gray coglie nel segno, tenendo vivo l’interesse dello spettatore dalla prima all’ultima scena e accompagnandolo con maestria nel viaggio iniziatico di Fawcett.

Fotografia e scenografia restituiscono inoltre il manierismo carico di dettagli sfarzosi dell’epoca (cappelli, divise, cene colme di posate e orpelli), talmente lucidi e perfetti da imporre una distanza nell’osservatore. Un processo del genere già accadeva nel Barry Lyndon di Kubrick nel quale la perfezione formale si tramutava nella violenza delle relazioni, il che accade, con le differenze del caso, anche qui.
La fotografia sembra inoltre caricarsi di una portata simbolica ed ideologica per una più efficace costruzione del personaggio e del mondo da cui proviene. Non basta infatti a Fawcett essere un soldato valoroso, deve avere antenati di prestigio per ottenere ciò 
Civiltà Perduta: il fascino simbolico della giungla
Le parti più belle di Civiltà Perduta sono inevitabilmente quelle legate all’Amazzonia, nelle quali la rappresentazione del rapporto uomo natura prende contorni psichedelici: sarà talmente potente lo scontro dialettico tra eroe e natura in questa vicenda che Fawcett finirà per rimanere fuso con essa, delineando una traiettoria di vita che dalla realtà sconfinerà nel mistero. L’Amazzonia è rappresentata come una continua epifania, mettendo in risalto gli aspetti estetici e silenziando parzialmente quelli concreti, che pure dal diario di Fawcett emergevano nettamente.
La giungla, come accade sovente nelle opere letterarie, assume infine la valenza di una forma mentis: attraverso il rapporto con questo corrispettivo esteriore della psiche, Fawcett si confronta a mani nude con i propri limiti mettendosi in gioco senza filtri, in un sacro rispetto dell’altro. Fawcett rinuncia infatti alle pretese di superiorità che la sua cultura sostiene nei confronti di quella indigena e si convince che una civiltà evoluta e preesistente a quella occidentale (da lui battezzata “Z”) possa essere situata proprio nel cuore della giungla.
Civiltà Perduta
Valutazione globale
Bella storia, bel film
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