Nel 2005 arrivò nelle sale italiane Melissa P., tratto dal best seller della scrittrice siciliana Melissa Panarello Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire. Nonostante i buoni incassi, la critica lo distrusse. Oggi il regista Luca Guadagnino, dopo due esperienze molto apprezzate negli States, ha ottenuto la consacrazione unanime della critica mondiale con il suo ultimo film, Chiamami col tuo nome. Il film, sceneggiato da James Ivory e basato sul libro omonimo di Aciman, ha ottenuto consensi sin dalla sua presentazione allo scorso Festival di Berlino e, dopo le tre candidature ai Golden Globes, si appresta a concorrere da assoluto protagonista ai prossimi premi Oscar, in cui concorre in quattro categorie, film, attore protagonista, sceneggiatura non originale e canzone originale.
Chiamami col tuo nome: la sinossi
Lombardia, Estate 1983. Elio Perlman è figlio di una famiglia facoltosa, è diverso dai suoi coetanei, è un compositore e ama l’arte. Il padre è un professore di arte che ogni estate per sei settimane 
Chiamami col tuo nome: le nostre impressioni
Con quest’opera il nostro Guadagnino si è guadagnato un posto d’onore nel cinema italiano. Il regista siciliano ha confezionato un film emozionante, ai limiti della perfezione, di cui godere 
Questa percezione è data da un qualcosa che sembra assurdo definire un pregio in riferimento ad un’opera cinematografica: la lentezza. Le scene estremamente lunghe e minuziose nel cogliere il minimo dettaglio, infatti, sono una delle chiavi vincenti di questo film, perchè danno la possibilità di cogliere ogni aspetto e di ammirare le bellissime costruzioni sceniche realizzate dal regista. E’ perfetto anche il connubio tra l’eleganza della scrittura quasi britannica di James Ivory, in pole position per l’Oscar come miglior sceneggiatura non originale, e la carnalità e l’amenità del lavoro di Guadagnino.
La strepitosa resa del film è anche dovuta ad un cast ottimo, su cui spiccano le prove convincenti di Timothee Chalamet e Armie Hammer, rispettivamente Elio e Oliver. I due ruoli
sembrano essere stati scritti sin dalla stesura del libro sui due interpreti. Chamalet si cala magistralmente nella fisicità minuta e 
Non meno importanti sono la costruzione perfetta della realtà italiana dell’epoca, omaggiata dal regista con splendide fotografie di paesaggi mozzafiato, grazie all’attento lavoro del reparto costumi e una colonna sonora estremamente sofisticata, con omaggi alla musica classica e a Battiato e con le due splendide canzoni scritte da Sufjan Stevens.
Chiamami col tuo nome
valutazione globale - 9
9
Elegante, emozionante, da vivere pienamente
Chiamami col tuo nome: commento in sintesi
Guadagnino fa centro raccontando una storia d’amore in modo crudo ma elegante, grazie ad un cast attento e una grande attenzione per ogni dettaglio.
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