L’anno 2019 si apre col ritorno sugli schermi di un supereroe DC, disfunzionale e meno eroe di tutti gli altri suoi colleghi. Aquaman, diretto dal regista “horror-based” James Wan e scritto da Will Beall e David Leslie Johnson-McGoldrick, è il sesto film del cosiddetto DC Extended Universe e vede come protagonista lo statuario Jason Momoa in un ruolo ibrido, a metà fra eroicità e bestialità, fra terra e mare. In circa due ore di durata, Aquaman è un prodotto che presenta un nuovo pezzo di un universo relativamente nuovo rispetto a quello “rivale” della Marvel, con una certa ironia (a tratti in eccedenza), con un buon uso di effetti speciali, sequenze d’azione e un antagonista ben caratterizzato, ma che non rimane impresso per un qualche dettaglio che lascia a bocca aperta.
Aquaman: la trama

Aquaman: le nostre impressioni

A elevare Aquaman rispetto agli altri prodotti DC è l’elemento epico, ben sfruttato in quanto espediente narrativo: in questo film viene narrata una vicenda ben più ampia, ovvero la possibile guerra fra terra e mare, al cui interno si inserisce quella di Arthur e la sua presa di consapevolezza del suo ruolo nel mondo. Sebbene non voglia, si senta messo alle strette e sia intenzionato a seguire solo le sue personalissime regole, Arthur non vuole ricoprire questa “figura” di paladino. Tuttavia cede, e lo fa principalmente per evitare che i suoi cari, in primis il padre, soccombano a un destino terribile. Una scelta del genere eleva lo spirito di Aquaman a una nobiltà che, forse, non avrebbe mai raggiunto in circostanze diverse, sovrapponendo così il suo personaggio al modello epico.
Accanto a questa patina di paladino eroico però, Arthur è anche un personaggio che di per sé non avrebbe niente in comune con l’eroe classico: abbandonati i panni del biondo dagli occhi chiari e la tuta attillatissima e vivace, l’Arthur che si presenta ai nostri occhi è più “terreno” che mai, possente, forte, scuro, selvaggio, burbero e dotato di un’ironia che difficilmente può essere ignorata. Un po’ Khal Drogo, un po’ se stesso, Jason Momoa non sembra doversi sforzare troppo per interpretare Arthur, anzi, dà proprio l’idea che il Jason di tutti i giorni sia molto, molto simile all’Aquaman che interpreta sullo schermo, risultando perciò convincente e a fuoco nella parte.
Per quanto riguarda gli altri personaggi, è doveroso concentrarsi su Orm, Atlanna e Vulko, interpretati rispettivamente da Patrick Wilson, Nicole Kidman e Willem Defoe. Orm è stato caratterizzato a dovere, mostrandosi al pubblico come un personaggio sfaccettato e per cui facilmente si prova empatia. Sulla scia di altri antagonisti di cinecomic, basti pensare a Thanos, Killmonger, o Black Manta nel caso di Aquaman (peccato, tuttavia, per la superficialità con cui è stato trattato il personaggio), lo spettatore tende a provare empatia per la sua storia, nonostante se ne condanni l’atteggiamento violento. Orm odia il fratello poiché causa della morte della madre, giustiziata a causa del suo amore proibito per un terrestre, e poiché la sua “altra” razza sta distruggendo i mari con l’inquinamento e il surriscaldamento globale. Decide perciò di perseguitare il fratello maggiore in ogni modo, rimanendo impassibile, ma covando una fiamma viva di odio dovuto al dolore della perdita della madre, cosa che lo accomuna, ironicamente, con Arthur.

Una fotografia ben curata, di pari passo agli effetti speciali, rendono Aquaman un film veramente in linea con il genere cinecomic, arricchito da combattimenti epici e d’impatto visivo. La scenografia di Atlantide è veramente impressionante: ricca di luci e giochi d’acqua, ricorda vagamente Tron, così come si nota un tocco simile nella colonna sonora.
Per come è stato detto finora, non sembra esserci del negativo in questo Aquaman, tuttavia non si può neanche dire che ci sia qualcosa che veramente lascia a bocca aperta. Personaggi ben caratterizzati, un buon utilizzo del tema epico, fotografia ed effetti speciali d’impatto, tuttavia, non sono niente se non si appoggiano su un elemento fondamentale come la sceneggiatura, che non brilla per particolarità.
Valutazione globale - 6.5
6.5
Cinecomic d'impatto ma che non brilla
Aquaman: un giudizio in sintesi

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