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The Third Murder

The Third Murder: impressioni e commenti sul film di Hirokazu Koreeda

The Third Murder, la sinossi

The Third MurderIn una città del Giappone dei giorni nostri un uomo viene arrestato per aver ucciso brutalmente il suo ex datore di lavoro e rischia la pena di morte essendo recidivo nel suo crimine. Questo l’incipit di The Third Murder, nel quale, un avvocato rampante e (secondo i criteri giapponesi) spregiudicato cercherà di ribaltare un verdetto che sembra già scritto, ma le cose non sono sempre come sembrano e la verità, se così si può chiamare, verrà fuori poco alla volta.

The Third Murder, le nostre impressioni

The Third Murder è un classico dramma giapponese, quindi con un ritmo molto pacato, perché il giapponese non corre mai, lascia tempo di decantare le cose e nei drammi lascia allo spettatore la possibilità di assaporare e assimilare quanto sta vedendo e quindi cercare di tirare le proprie somme e farsi le proprie idee.

Oltre alla questione del ritmo, The Third Murder è un film che ricorda molto anche il classico canone giapponese che abbiamo visto quasi sessant’anni fa con Kurosawa e questa pellicola in particolare mi ha ricordato molto Rashomon, capolavoro del 1950, nel quale veniva sviluppato in modo simile un’analisi di un crimine in cui le differenti verità andavano in contrasto una con l’altra portando ad uno stallo difficile da superare.The Third Murder (1) In questo caso invece assistiamo ad una verità e storia mutevole raccontata, non come in Rashomon da diversi personaggi, ma da un solo personaggio (l’uomo sotto processo) che spesso cambia versione, mentre interagisce, per il tramite del suo avvocato, con diversi protagonisti di questa vicenda. Il risultato è una verità sfaccettata, che non si capisce mai veramente quale sia e in definitiva non si capisce mai quanto conti.

Un’altro pregio di questo film è quello di raccontare molto bene il senso dell’onore e della giustizia giapponesi, che spesso vanno ad incidere anche su questioni fondamentali, come i processi, facendo muovere i protagonisti secondo logiche che spesso sono difficili da capire per noi occidentali.

Il maggior difetto del film, invece, è quello di girare un po’ troppo su se stesso nella seconda metà della storia e nel voler essere didascalico alla fine, non dando molto credito allo spettatore, ma volendogli spiegare quello che era già molto facilmente comprensibile.

Un suggerimento: se non si sopporta il ritmo del dramma giapponese, meglio lasciare perdere.

THe Third Murder

Valutazione globale - 6.5

6.5

Kurosawiano

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The Third Murder, curiosità dalla conferenza stampa

Prendete il ritmo dei film giapponesi e trasportatelo in una conferenza stampa: non proprio il massimo del divertimento in questa occasione, con ritmi pacati e nessun dettaglio fondamentale da rivelare. Il discorso si è rilevato molto più tecnico e il regista ha effettivamente confermato i parallelismi con Kurosawa (che erano comunque evidenti) per poi concentrarsi su quello che era il tema che voleva portare aventi, quello della verità.

The Third MurderLa stessa conferenza ha sviscerato il fatto che la verità non è un interesse principale dei processi e non è il tribunale il luogo migliore per conoscere la verità, sono più importanti l’onore proprio e quello delle persone care, cosa che dal nostro punto di vista è difficile da comprendere, ma da quanto ci vuole dire il regista anche in Giappone inizia ad essere percepito in modo problematico, vista l’apertura della società al resto del mondo.

Soprattutto il regista ha voluto anche mettere in evidenza che dietro all’onore di facciata e all’apparente perfezionismo nipponico si nascondono le stesse brutture che si vedono dappertutto.

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About Andrea Sartor

Cresciuto a pane (ok, anche qualche merendina tipo girella o tegolino... you know what I mean... ) e telefilm stupidi degli anni 80 e 90, il mondo gli cambia con Milch, Weiner, Gilligan, Moffat, Sorkin, Simon e Winter. Ha pianto davanti agli uffici dell'HBO. Sogno nel cassetto: pilotare un Viper biposto con Kara Starbuck Thrace e uscire con Number Six (una a caso, naturalmente). Nutre un profondo rispetto per i ragazzi e le ragazze che lavorano duramente per preparare gli impagabili sottotitoli. Grazie ragazzi, siete splendidi

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