Sbarca su Netflix una serie ad altissimo budget e con elevate aspirazioni: The Crown, la storia dei primi anni di regno dell’attuale Regina Elisabetta II. Il primo episodio, riesce a soddisfare queste immani aspettative? Possiamo dire, innanzitutto, che è un prodotto realizzato veramente molto bene e che la recitazione è di ottima fattura.

Come dicevamo, però, in questo caso questo tipo di analisi viene quasi totalmente eliminata, perché stiamo parlando di un period drama, oltretutto su fatti storici di portata mondiale, e quindi la storia che si cela dietro a questa serie è ben poco celata, è di dominio pubblico e sappiamo già a cosa andiamo incontro.
Ma The Crown nasconde un risvolto più intimo
E qui spieghiamo il “quasi totalmente” scritto prima. Una cosa rimane fuori da questa storia pubblica, ed è qui che The Crown sembra voler inserire la sua narrazione, nel risvolto più intimio e privato che si cela dietro la grande Storia, nel voler raccontare con dovizia, non tanto gli eventi, quanto i risvolti psicologici e relazionali che una tale storia e responsabilità comportano.

La resa, fin qui, è sicuramente delicata ma ottima, lascia percepire senza dire troppo, fa si che siano gli interpreti a raccontare, con la loro stessa recitazione, con la fisicità e gli sguardi, quello che è e quello che sarà. In questo modo, The Crown ci fa calare in modo lieve in una situazione che lieve non è e avanza, con passi gentili, nel racconto.
The Crown risulta impeccabile come recitazione
Questo infatti è proprio il punto forte della serie. Gli interpreti sono impeccabili a cominciare da Claire Foy. L’attrice britannica, che con Elisabetta condivide il secondo nome, è perfetta nel dipingere una donna gentile e felice, ma anche, e soprattutto, determinata e dura, nei momenti in cui ciò si renda necessario. 
Altro mattatore di questo esordio è sicuramente Jared Harris, che ci restituisce un Re Giorgio dal lato umano, sofferente ma speranzoso, come furono i drammatici anni del suo regno, percorsi da una crisi immane prima e da una guerra dopo, dai bombardamenti sull’Inghilterra e dalle privazioni a cui mai sfuggì e che lo resero, insieme a Churchill, una delle icone della resistenza britannica all’invasione.
I restanti personaggi, al momento sono solo accennati: un principe Filippo in disparte ma già pieno di sofferenza per il ruolo subalterno e per la rinuncia ai suoi sogni, un Churchill ormai al tramonto ma ancora energico e prepotente. Nella loro caratterizzazione Matt Smith e John Lithgow fanno un ottimo lavoro, anche se solo accennato, che comunque avremo tempo e modo di seguire nel loro evolversi.
Sostanzialmente il pilot risulta promosso, perché centra gli obiettivi possibili in questo momento, lasciando al resto degli episodi, l’obbligo di provare la bontà di questa serie.
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The Crown - Pilot
Sceneggiatura
Regia e fotografia
Recitazione
Impeccabile
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