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Suburbicon: ecco la vera storia che ha ispirato il film di George Clooney

In pochi conoscono la vera storia che ha ispirato il nuovo film di George Clooney, Suburbicon, e chi meglio di Lynda Myers potrebbe raccontarcela? Dopotutto, sono stati proprio i suoi genitori, William (interpretato da Leith M. Burke) e Daisy (interpretata da Karimah Westbrook), a traslocare al 43 di Deepgreen a Levittown, in Pennsylvania, nell’agosto del 1957, provocando una violentissima lotta razziale che durò per svariati mesi.

Ciò che più sconvolge di questa vicenda è che sembra rispecchiare in tutto e per tutto la recentissima rivolta avvenuta a Charlottesville, in Virginia, dove gli abitanti bianchi di un pacifico quartiere si sono coalizzati contro alcuni vicini di colore, dando luogo a uno spietato scontro razziale. Insomma, un disordine tale e quale a quello successo a Levittown più o meno sessant’anni fa.

Suburbicon, un film ambientato nel passato ma di grande attualità

Nell’estate del 1957, la famiglia Myers, di origine afro-americana, traslocò in un sobborgo di casette fatte con lo stampino e abitato da soli bianchi: è proprio la loro storia ad aver ispirato Suburbicon di George Clooney, il thriller drammatico con protagonisti Matt Damon e Julianne Moore, proiettato in anteprima mondiale alla Mostra del Cinema di Venezia il 2 settembre.

suburbicon“Quelli del nord sono convinti di non avere nulla a che fare con il razzismo”, ha detto Clooney in un’intervista all’Hollywood Reporter. “Se ne lavano le mani, affermando di essere stati quelli liberali, schierati contro la schiavitù e a favore dei diritti civili. Ma in realtà la questione era molto più complicata. C’erano un sacco di disordini, soprattutto in posti come Levittown”.

Intrecciando due racconti – uno incentrato sulla famiglia di colore, l’altro su una famiglia bianca apparentemente ordinaria, della quale si scoprono man a mano i segreti più oscuri – Suburbicon non potrebbe trattare temi più attuali, visti i drammatici eventi avvenuti il 12 agosto a Charlottesville e la difesa della supremazia della “razza bianca” tanto ostentata nella stessa occasione dal presidente Donald Trump.

L’attrice Julianne Moore ha poi commentato: “Una delle cose più demoralizzanti è che nessuno eccetto George era stato capace di prevedere dei simili eventi: tutti eravamo convinti di raccontare una storia del passato. Ecco perché quello che è successo ad agosto ci è sembrato ancora più scioccante”.

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