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Oltre la notte

Oltre la notte – la recensione del nuovo film di Fatih Akin con Diane Kruger

Oltre la notte è il nuovo film di Fatih Akin (regista de La sposa turca e Soul kitchen), presentato alla scorsa edizione del Festival di Cannes, con cui la protagonista Diane Kruger si è aggiudicata la Palme d’Or per la migliore interpretazione femminile.

Oltre la notte: la sinossi

Amburgo, giorni nostri. Un giorno come tanti, una famiglia culturalmente mista come molte: lei, Katja, è tedesca mentre suo marito Nuri è curdo. Katja accompagna il figlio Rocco nell’ufficio di Nuri per passare del tempo con l’amica Birgit, ma mentre torna a riprendere i suoi cari scopre un’orrenda realtà: davanti all’ufficio di suo marito è stata messa una bomba, che esplodendo ha fatto diversi feriti e due vittime, un uomo e un bambino. Dopo una tale tragedia, come può continuare la vita della protagonista?

Oltre la notte: le nostre impressioni

Come può continuare l’esistenza di una persona cui è stata strappata violentemente via la propria famiglia in un attentato? Cosa resta da fare a chi sopravvive, a chi deve caricarsi sulle spalle il fardello del dolore? Fatih Akin ce lo racconta nel suo Oltre la notte, un film che brilla purtroppo nella sua oscura attualità. Se la pellicola forse non eccelle in alcuni dettagli della sceneggiatura, ciò non impedisce allo spettatore di entrare nel cuore di una tragedia che si consuma in fasi narrative diverse, scandite in tre capitoli: la famiglia, la giustizia, il mare.

A consentirlo è soprattutto l’incisiva e viscerale interpretazione di Diane Kruger che incarna un personaggio dinamico, sfaccettato, vittima delle conseguenze di un terribile attentato e non solo. In seguito alla sua tragedia, riemergono inevitabilmente le taglienti dinamiche familiari fatte di incomprensioni e screzi, tensioni silenziose, commenti velenosi e mancanza di empatia, quella parola che persino il bambino riesce a scandire con cura e amore all’inizio del film. La mancanza di tatto è anche quella della squadra investigativa che non perde tempo per iniziare le indagini coprendo la protagonista di domande subito dopo aver ricevuto la conferma del DNA. Diane Kruger interpreta con una toccante intensità le nere sfumature del dolore e della rabbia: è al contempo una donna messa in ginocchio dal dolore, una donna che deve sottostare al sistema giuridico, una donna che crolla e si rialza, una donna che soffre e combatte, una donna che viene costretta a giustificare le sue azioni e che cerca la propria giustizia.

E’ interessante come nel film non venga tuttavia trattata come assoluta protagonista la questione politica e razziale dell’attentato. Non che quest’ultima sia assente, tutt’altro, e l’ideologia politica degli attentatori parla molto chiaro all’interno di un panorama politico europeo sempre più desolante e violento, specialmente quello tedesco; eppure l’attenzione dello spettatore è portata gradualmente a concentrarsi molto di più sulle dinamiche interne e sulle interrelazioni dei personaggi nei loro ruoli narrativi di vittima-carnefice. I carnefici di un attentato non strappano via soltanto la vita delle vittime, ma anche quella delle persone che sopravvivono alla tragedia, condannandola sia a non essere mai più quella di prima sia ad una sofferenza che non può essere spazzata via altrettanto facilmente. Analizzare e raccontare cosa accade al di là delle questioni brutalmente politiche e razziali che normalmente leggiamo sui giornali è sicuramente il pregio maggiore di Oltre la notte, che permette di parlare più facilmente sia a persone che purtroppo possono dire di aver vissuto un’esperienza analoga sia agli altri spettatori.

Un contributo essenziale per veicolare questo messaggio che riporta il dramma del sopravvissuto è dato dalla regia molto ricercata e coraggiosa. Il film infatti è realizzato con un accostamento di diversi tipi di riprese: dall’uso della macchina a mano che rincorre letteralmente i personaggi a riprese più ferme e dettagliate; da sequenze volutamente amatoriali che ritagliano dei toccanti quadretti familiari a messe a fuoco, deformazioni dell’immagine e fotogrammi compositi più sperimentali in grado di trasmettere in modo disturbante quel senso di angoscia e dolore provato dalla protagonista. In questo senso il contenuto emotivo del film coincide con la forma del film stesso, che mette a disagio lo spettatore senza lasciarlo cadere in una piatta atmosfera melodrammatica.

L’unico piccolo appunto va ad un dettaglio onomastico non volutamente ironico: in italiano fa inevitabilmente sorridere sentire “l’avvocato Fava”, ma la co-produzione tedesca del film non lo poteva certo sapere…!

E’ un film che non si risparmia, che non cerca mezzi termini e compromessi e in fondo, per il tema trattato, è giusto che sia così.

Oltre la notte

valutazione globale - 8

8

duro e coinvolgente

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Oltre la notte: un giudizio in sintesi

Oltre la notte è un film coinvolgente e perturbante, il cui messaggio è gestito da una regia molto interessante ed elaborata, in grado di farci entrare direttamente in contatto con il dramma che si consuma nel corso del film: il dramma di chi rimane in vita. Diane Kruger ci trascina nel pieno di uno spettro emotivo imprevedibile e oscuro con un’interpretazione che sfonda lo schermo.

Un film che non si abbandona a cliché o a riflessioni politiche scontate, un film duro e al contempo ponderato, in grado di raccontare con grande attenzione un dramma intimo, un tema ad oggi terribilmente delicato e scivoloso.

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