Oltre la notte è il nuovo film di Fatih Akin (regista de La sposa turca e Soul kitchen), presentato alla scorsa edizione del Festival di Cannes, con cui la protagonista Diane Kruger si è aggiudicata la Palme d’Or per la migliore interpretazione femminile.
Oltre la notte: la sinossi

Oltre la notte: le nostre impressioni
Come può continuare l’esistenza di una persona cui è stata strappata violentemente via la propria famiglia in un attentato? Cosa resta da fare a chi sopravvive, a chi deve caricarsi sulle spalle il fardello del dolore? Fatih Akin ce lo racconta nel suo Oltre la notte, un film che brilla purtroppo nella sua oscura attualità. Se la pellicola forse non eccelle in alcuni dettagli della sceneggiatura, ciò non impedisce allo spettatore di entrare nel cuore di una tragedia che si consuma in fasi narrative diverse, scandite in tre capitoli: la famiglia, la giustizia, il mare.

E’ interessante come nel film non venga tuttavia trattata come assoluta protagonista la questione politica e razziale dell’attentato. Non che quest’ultima sia assente, tutt’altro, e l’ideologia politica degli attentatori parla molto chiaro all’interno di un panorama politico europeo sempre più desolante e violento, specialmente quello tedesco; eppure l’attenzione dello spettatore è portata gradualmente a concentrarsi molto di più sulle dinamiche interne e sulle interrelazioni dei personaggi nei loro ruoli narrativi di vittima-carnefice. I carnefici di un attentato non strappano via soltanto la vita delle vittime, ma anche quella delle persone che sopravvivono alla tragedia, condannandola sia a non essere mai più quella di prima sia ad una 
Un contributo essenziale per veicolare questo messaggio che riporta il dramma del sopravvissuto è dato dalla regia molto ricercata e coraggiosa. Il film infatti è realizzato con un accostamento di diversi tipi di riprese: dall’uso della macchina a mano che rincorre letteralmente i personaggi a riprese più ferme e dettagliate; da sequenze volutamente amatoriali che ritagliano dei toccanti quadretti familiari a messe a fuoco, deformazioni dell’immagine e fotogrammi compositi più sperimentali in grado di trasmettere in modo disturbante quel senso di angoscia e dolore provato dalla protagonista. In questo senso il contenuto emotivo del film coincide con la forma del film stesso, che mette a disagio lo spettatore senza lasciarlo cadere in una piatta atmosfera melodrammatica.
L’unico piccolo appunto va ad un dettaglio onomastico non volutamente ironico: in italiano fa inevitabilmente sorridere sentire “l’avvocato Fava”, ma la co-produzione tedesca del film non lo poteva certo sapere…!
E’ un film che non si risparmia, che non cerca mezzi termini e compromessi e in fondo, per il tema trattato, è giusto che sia così.
Oltre la notte
valutazione globale - 8
8
duro e coinvolgente
Oltre la notte: un giudizio in sintesi

Un film che non si abbandona a cliché o a riflessioni politiche scontate, un film duro e al contempo ponderato, in grado di raccontare con grande attenzione un dramma intimo, un tema ad oggi terribilmente delicato e scivoloso.
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